OSTIA

MUN.  XIII

TEL. 5

BUS ferrovia Roma Lido di Ostia,

dalla stazione Lido di Ostia:

01 a p.le Gasparri;

04 ad Acilia;

05 da Mar Rosso, a staz., a Baffigo;

06 a Infernetto e Casal Palocco;

014 da Casal Palocco a v.le Orlando a Idroscalo;

015 da via Mar Rosso a v.le Orlando a Idroscalo.

 

DELIMITAZIONE

 

     Per il Comune di Roma Ostia si divide in: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante (v.le Marina, v.le Cardinal Consalvo e la via del Mare le dividono) e Castel Fusano (oltre il canale dello Stagno).

STORIA

 

     Il territorio in cui oggi sorge Ostia e il suo entroterra è stato per secoli paludoso e preda della malaria. Vari tentativi erano stati compiuti dal governo pontificio di bonificare queste terre, ma si deve aspettare che il governo italiano decida nel 1880 di varare un programma di bonifica, questa opera viene affidata alla Associazione Generale Operai Braccianti di Ravenna.

     Il 25 novembre 1884 arrivano i ravennati e iniziano l’opera di bonifica creando 94 Km di canali e attivando alcune idrovore, la prima fu messa in funzione il 16 dicembre 1889 (in via del Fosso di Dragoncello è ancora visibile il vecchio impianto di idrovore, da wikipedia.org). I lavori di bonifica furono portati a termine in sette anni. Il primo luglio 1893 si potè mietere il primo raccolto.

     Nel 1904 venne costituito il Comitato Pro Roma Marittima, che vedeva per la città uno sviluppo industriale, un porto e un canale navigabile parallelo al Tevere doveva giungere fino alla basilica di San Paolo dove doveva sorgere un polo industriale. Nel 1910 Paolo Orlando presentò un piano in tal senso.

     Nel 1907 la via Ostiense fu prolungata fino al mare, nel 1911 iniziò il trasporto pubblico tra Roma (Teatro di Marcello) e Ostia, nel 1915 venne firmato il contratto per la costruzione di viale Marina per un km – oggi lungomare Toscanelli – con la stessa cooperativa che aveva operato la bonifica, la quale usò materiale di risulta degli scavi di Ostia Antica. Il P.R.G. del 1916 definì per Ostia un futuro di stazione balneare abbandonando definitivamente i propositi di centro portuale e industriale.

 

     Passata la prima guerra mondiale nel 1918 iniziano i lavori per la ferrovia Roma Ostia nella quale furono impegnati anche prigionieri austriaci. Nel 1919 aprì Battistini, il primo stabilimento balneare di Ostia, nel 1922 arrivò l’acqua nelle case dei 120 residenti. Il 10 agosto 1924 avvenne l’inaugurazione della ferrovia Roma Lido (la stazione di Ostia era simile a quella di porta San Paolo e progettata da Marcello Piacentini), l’inaugurazione dello stabilimento Roma e venne posta la prima pietra per il palazzo del Governatorato. Nel 1926 vennero costruite le case popolari su progetto dell’architetto Palmerini e aperto l’ idroscalo. Il 28 ottobre 1928 venne inaugurata la via del Mare, una delle prime autostrade italiane. Il 20 dicembre dello stesso anno venne consacrata la chiesa Regina Pacis. Nel 1929 iniziò la sua attività la STIMA poi Meccanica Romana. Il 24 gennaio 1932 si ebbe l’inaugurazione del Colonia Marina Vittorio Emanuele III. Per sottolineare come la cittadina fosse parte integrante di Roma nel 1933 prese il nome di Lido di Roma e si decise la costruzione della via Imperiale. Il 21 aprile 1934 venne inaugurata la scuola elementare Fratelli Garrone in Corso Duca di Genova. Il 4 settembre dello stesso anno venne inaugurata la Posta. Il 14.4.1937 il Re intervenne all’inaugurazione del Collegio IV Novembre.

 

     Durante la guerra la città subì varie distruzioni, il 25 settembre 1943 i tedeschi ordinarono lo sfollamento di Ostia entro 24 ore, il 13 dicembre dello stesso anno distrussero lo stabilimento Roma, il pontile venne tagliato in due punti, la Meccanica Romana fu base per i carri armati tedeschi, la costa venne minata come pure le prime due file di palazzi. Finita la guerra gli sminatori furono all’opera fino al 1949, negli anni Sessanta un gruppo di ragazzi trovò una santabarbara sotto il lato terra del pontile, nel 1999 è stata trovata una mina galleggiante.

 

     Nel secondo dopoguerra prese il nome di Lido di Ostia, dal 1961 fu divisa in Lido di Ostia Ponente, Levante e Castel Fusano. Riparate in breve le ferite della guerra la cittadina prese il volto di un quartiere residenziale di Roma con aspetti di desolante periferia. Nel 1950 venne inaugurato lo stabilimento Kursaal, il 4 giugno 1951 si inaugurò la nuova stazione del Lido di Ostia, il 2 luglio 1974 entrò in funzione il depuratre di Ostia, nel 1982 si restaurò il pontile, nel 1989 si tenne il referemdum per la separazione di Ostia da Roma, ma con esito negativo, il 25 aprile 1990 venne inaugurato il Pala FILPIK, nel 1998 si inaugura il porto turistico, il 15 settembre 1999 si inaugura Cineland, la multisala più grande d’Italia, nel 2004 è stata realizzata una scogliera artificiale a protezione del lido di ponente e in parte anche di levante (da Repubblica 5.4.04), il 4 luglio 2000 un incendio distrugge 400 ettari della pineta di Castel Fusano. Nella campagna eletterale per le elezioni comunali del 2008 il candidato sindaco Gianni Alemanno ha presentato un “Patto per Ostia” che prevede la quasi completa autonomia della cittadina dalla città di Roma.   

(da Guida di Roma del Tci 1993, grupponline.it, comune.roma.it/XIIImunicipio)

 

     Dal 1974 si svolge nel mese di febbraio la “Maratona Roma Ostia” sulla distanza di Km 21,097, la partenza avviene dal Palalottomatica all’Eur, l’arrivo è in piazzale Colombo, la gara è aperta a tutti con tre ore di tempo massimo, nell’ultima edizione ci sono stati 10.000 iscritti, di cui 8.000 classificati. Dal 2004, l’ultimo giorno dell’anno si tiene la “Maratona di Ostia” con partenza e arrivo allo stadio Giannattasio di Stella Polare, il percorso prevede l’attraversamento della pineta, tutto il lungomare, il porto turistico, piazza dei Ravennati e stadio.

 

     Ogni due anni, all’inizio di giugno, si tiene il celebre Air Show, tre giornate dedicate agli appassionati di volo. In questa occasione si riversano lungo il litorale centinaia di migliaia di persone attirate dalle spericolate evoluzioni aeree delle famose Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica dell’Aviazione Italiana[1].

 

     Per wikipedia.org Ostia ha 84.000 ab. ed è la seconda frazione d’Italia dopo Mestre. All’ultimo censimento gli abitanti del XIII municipio erano 195.000[2] .

 

     Moltissimi i film girati ad Ostia, su Ostia o con almeno qualche scena dedicata alla cittadina, ne ricordiamo alcuni preceduti dalla data di uscita nelle sale: 1953 I vitelloni di Fellini, ‘54 La strada di Fellini con Quinn e Masina, ‘54 Un americano a Roma di Steno con Sordi, ‘57 Mariti in città, ‘58 Ladro lui, ladra lei di Zampa con Sordi e Koscina, ‘62 Il sorpasso, ‘63 Otto e mezzo, ‘66 Uccellacci e uccellini di Pasolini con Totò, ‘74 Amarcord di Fellini, ‘78 Ecce bombo, ‘83 Il tassinaro con Sordi, ‘86 Troppo forte di e con Verdone, ‘88 Compagni di scuola di e con Verdone, ‘93 Caro diario di e con Nanni Moretti, ‘98 Gallo cedrone di e con Verdone, 2000 Distretto di polizia con Isabella Ferrari prima e Claudia Pandolfi poi, 2000 La squadra, 2005 Romanzo criminale.  

 

     Sono nati ad Ostia[3]: il calciatore della Roma e della nazionale italiana Daniele De Rossi, nato nel 1983, campione del mondo in Germania nel 2006; l’attore Enzo Salvi, nato nel 1963, diplomato all’istituto agrario e giardiniere comunale; il deputato uscente de La Destra Teodoro Buontempo (no nato, suo collegio elettorale); il deputato uscente dei Verdi Angelo Bonelli nato nel 1962; il direttore di coro Fabrizio Barchi nato nel 1957; l’attore e regista Sergio Citti, collaboratore di Pasolini (1934-2005); l’attrice Claudia Gerini nata nel 1971 a San Giovanni, ha abitato ad Ostia.

 

     Le strade di Ostia sono intitolate a personaggi storici che hanno avuto interesse per la vita della cittadina (Anco Marzio – Claudio - Card. Consalvo – Della Rovere), molte sono intitolate a marinai medaglie d’oro dell’ultima guerra mondiale (Gasparri – Baffigo), altre a stelle (Stella Polare – Vega - Sirio), altre a promontori o capi (via dei Promontori), altre ancora a isole oceaniche (Capo Verde – Azzorre), altre a tipi di imbarcazioni (Triremi – Sommergibile – Baleniere - Quinqueremi), oltre ai toponimi.

 

 

 

 

 

PRIMO ITINERARIO

OSTIA CENTRO

 

 

     L’itinerario non può che iniziare dalla piazza dei Ravennati, il nome ricorda la provenienza degli operai che bonificarono lo stagno di Ostia e la palude che si estendeva intorno, questo è il centro di Ostia, il punto di arrivo dell’antica via Ostiense, il luogo in cui sorge la rotonda e il pontile. Il lungomare qui si chiama Paolo Toscanelli[4], verso l’interno si spinge viale della Marina. Al centro si trova un alto lampione con quattro lampade.

     Lo spazio della piazza fu disegnato nel 1931 e riprogettato nel 1939 – 40 in occasione della costruzione del pontile del Littorio[5]. Le due PALAZZINE A FORMA DI ESEDRA con portico e terrazza al primo piano furono disegnate da Mario Marchi[6], hanno tre piani con terrazza al primo piano ma non sono uguali. Nei locali della palazzina di sinistra si trova l’hotel Belvedere Century e la birreria Boa, segue un Mc Donald’s. Nei locali della palazzina di destra, dove era uno storico caffè si trova il negozio di arredamento e oggettistica varia Cocorito, segue il bar Diamante.

     Prima del pontile si trova una rotonda con al centro un’ aiuola in cui si è tentato di far crescere una palma, qui un recente MONUMENTO di marmo a forma di piramide spezzata ricorda il centenario dell’arrivo dei ravennati.

     Il PONTILE fu costruito insieme allo stabilimento Roma (10 Agosto 1924) con traverse di faggio. Uno nuovo venne realizzato nel 1940 e chiamato “Littorio”, aveva pali in cemento e balaustre in travertino, si spingeva in mare per 125 metri, terminava con una terrazza di 20 metri di diametro, il pavimento era di travertino e pietra di Bagnoregio. A metà si trovavano quattro rampe a mare per l’attracco di imbarcazioni. Nel 1943 i tedeschi lo spezzarono in due punti. Per avere un nuovo pontile bisogna aspettare il 1956, questo utilizzò i vecchi pali di fondazione[7]. Negli anni Sessanta dei ragazzi scoprirono una santabarbara tedesca interrata nel bagnasciuga sotto il pontile[8]. Richiese consistenti lavori di restauro e fu reinaugrato nel 1982. Affacciandosi dal pontile si vede una scogliera artificiale a protezione della linea di costa realizzata dalla regione Lazio nel 2004[9].

     Prendiamo a destra il lungomare Paolo Toscanelli (già viale della Marina, per wikipedia.org il lungomare di Roma, dal porto a pl. Colombo, è di 6 Km) per breve tratto. Qui era lo STABILIMENTO ROMA dell’architetto Giovan Battista Milani[10], una costruzione rotonda con i pali di fondazione nel mare, in cemento armato senza intonaci che si sarebbero deteriorati con la salsedine. La posa della prima pietra avvenne il 10 agosto 1924 in coincidenza dell’apertura della ferrovia, nel luglio 1925 iniziava l’attività commerciale solo al primo piano, l’opera fu completa nel 1927. Il piano terra era occupato da un ristorante dal diametro di 24 metri, il primo piano aveva un diametro di metri 11,50 e conteneva una sala ginnica o da ballo. Frequentato da subito dall’aristocrazia e borghesia romana fu distrutto dai tedeschi dopo l’otto settembre 1943 perché poteva costituire in punto di riferimento per gli aerei nemici (il 13 dicembre). Passiamo di fronte all’ingresso dello STABILIMENTO BATTISTINI, tra i primi di Ostia, sorto nel 1919, la costruzione è bassa, ad un solo livello, bianca, ricorda lo stile messicano con piccole finestre protette da ringhiere, sulla destra si alza una terrazza coperta di frasche.

 

 

Foto aerea dello stabilimento Roma, senza data. Da: facebook.com/romasparita.

 

     Vediamo sulla sinistra una piazza rettangolare che si sviluppa in profondità, è piazza Anco Marzio. La piazza è stata riqualificata nel 2007 e doveva essere pedonalizzata insieme alle strade che vi affluiscono[11], ha al centro dei giardini preceduti da un MONUMENTO A PASOLINI[12] di Consagra (ma il sito comune.roma.it afferma che è di Cascella). Sul lato destro un grande palazzo detto PALAZZO DEL PAPPAGALLO di Mario Marchi[13] del 1929, così detto per la varietà di colori ripristinati fedelmente in un recente restauro: la base è verde come le persiane, la parte centrale è rossa, il resto della facciata è gialla come tutte le persiane (le entrate sono dal lungomare e da via dei Fabbri Navali)[14];  a questo condominio ne segue un altro con portico, sotto questo si trovano vari negozi tra cui ARMANDO PAGLIA famoso per i krapfen[15] e “I Gioielli del Mare”: conchiglie, madreperla e coralli. Sull’altro lato, ad angolo con il lungomare la VILLA PAPAGNI[16] (anche questa restaurata recentemente) in color ocra con persiane rosse, statue, colonne, pregevoli ringhire in ferro e una fontanella sul lato del lungomare. A questa villa segue un palazzo moderno che ospita il CAFFE’ SISTO, famosa gelateria, una istituzione a Ostia, da sempre centro di raduno per gli abitanti e i villeggianti. Sul lato di fondo della piazza si trova un palazzo anteriore all’ultima guerra con il caffè Casina Fiorita (veranda).

     Le strade che partono dalla piazza sono tranquille e riservate, via dei Fabbri Navali ha sulla sinistra tutte piccole case su due livelli precedute da giardino, via Lucio Coilio ha sulla sinistra una palazzina anteguerra con dipinti neri su fondo ocra di soggetto marino sulla parte alta della facciata. Ma sono appartate anche via della Stazione Vecchia e via dei Misenati con il Milk bar molto elegante ed altri bei locali, in fondo alla strada si apre piazza Giuliano della Rovere, in onore del cardinale futuro papa Giulio II che ordinò a Michelangelo la sua tomba, di questa l’artista realizzò solo la statua del Mosè oggi in San Pietro in Vincoli, Giuliano della Rovere è qui menzionato perché volle il castello di Ostia. Sulla destra il fornaio “I fornaretti” che spande il profumo di pane in tutta la piazza.

 

 

Foto d’epoca di piazza Giuliano della Rovere con sullo sfondo lo stabilimento Roma. Senza data. Dove c’era la rosticceria oggi c’è la farmacia, sopra hanno costruito due piani.Da facebook.com/romasparita.

 

     Torniamo in piazza dei Ravennati e prendiamo il lungomare Paolo Toscanelli nella direzione opposta, si passa davanti allo stabilimento “Centrale” e “Elmi”  sul lato opposto troviamo un Mc Donald’s e ad angolo con via Aldobrandini un grande ristorante pizzeria con veranda. Ci inoltriamo nella via che in breve conduce nella piccola piazza Tor San Michele, presenta un marciapiede quadrato al centro con panchine, fontanella e grande palo per l’illuminazione. Sul lato di fondo si trova un palazzo d’epoca che ha in cima il “leone di San Marco”, i locali a livello strada già occupati dal CAFFE’ DEGLI ARTISTI, ora gelateria GELO SIA e da una enoteca. Ad angolo con via Rutilio Namaziano si trova una chiesa in miniatura che fa parte di un istituto religioso con scuola privata. La chiesa è costruita nelle forme neoromaniche, anche l’interno è molto piccolo. Inoltrandoci in via Aldobrandini (benemeriti della bonifica!? Recita la targa stradale), al n.9 c’è un palazzo con un tocco di medioevo nel portone e nel sottotetto.  Prendendo di fronte al palazzo la via Vaglieri si giunge in breve a piazza Quarto dei Mille, un anonimo parcheggio (casotto Ama sul lato Nord-Est) che il mercoledì e sabato si anima con un mercato di abbigliamento e merci varie.  Tornati a piazza Tor San Michele si intravede via Graniti di Belmonte, il suo irregolare percorso e i resti di costruzioni sulla sua sinistra ci parlano delle vicissitudini urbanistiche della cittadina. 

     Torniamo sul lungomare e proseguiamo verso Nord, abbiamo a sinistra lo stabilimento “Salus” e l’”Urbinati”. Si giunge ad angolo con via Giuliano da Sangallo che possiede un bel giardino recentemente riqualificato, una bella e grande edicola di giornali, lo stabilimento “La conchiglia” con il ristorante spagnolo “Don Pepe”. Spicca la gigantesca COLONIA MARINA VITTORIO EMANUELE III, progettata da Marcello Piacentini per ospitare bambini predisposti alla tubercolosi, ampliata poi da Vincenzo Fasolo nel 1932, ora sede di uffici comunali. All’inaugurazione del 24.1.32 intervenne la regina Elena. Dai primi anni Cinquanta al 1983 fu adibito a collegio per i figli provenienti da famiglie bisognose. Oggi accoglie una mensa dei poveri, alloggi temporanei per persone meno abbienti, un centro anziani, una biblioteca con libreria Almayer (casa editrice) e un teatro[17].

 

 

Foto d’epoca della Colonia Marina Vittorio Emanuele III, senza data. Da: facebook.com/romasparita.

 

     La pianta dell’edificio presenta una prima costruzione a base quadrata con cortile interno, segue un lungo corpo di fabbrica parallelo al mare con quattro corpi sporgenti, molto sporgenti verso il mare, meno verso l’interno[18]. Si presenta imponente ora su tre, ora su quattro livelli, prevale il colore ocra con colonne e lesene rosse agli ingressi come quelli di un tempio etrusco, ad angolo con via G. da Sangallo presenta una terrazza coperta al secondo livello e scoperta al terzo livello. Dopo il primo ingresso si vede la facciata di una cappella in disuso. Venne realizzato un sottopassaggio per condurre i bambini sulla spiaggia senza attraversare la strada, esiste tutt’oggi. Alle spalle c’è un largo giardino occupato da padiglioni, dal nuovo edificio del Teatro del Lido e da un ampio parcheggio in uso alla biblioteca e al teatro.

     All’interno della Colonia, con ingresso da via Adolfo Cozza 7 ma anche dal lungomare, si trova la BIBLIOTECA ELSA MORANTE[19], una delle più grandi e fornite biblioteche comunali, si sviluppa su 2.000 mq e su tre livelli, dispone di una sala di lettura con 80 posti, di una sala incontri, di uno spazio multimediale ed emeroteca. Nel 2001 disponeva di 18.000 libri, di cui 2.500 per ragazzi, oltre a dvd[20]. Adiacente, ma con entrata da via delle Sirene 22 è il TEATRO DEL LIDO che fa parte dell’azienda autonoma Palaexpo, è stato inaugurato il 9 marzo 2003 dal sindaco Veltroni, offre un calendario di musica, danza e teatro di livello nazionale[21].

     Subito prima della Colonia, sul lungomare Toscanelli, inizia la PISTA CICLABILE DORSALE LITORALE OSTIA di Km 2,670, percorre tutto il lungomare Duca degli Abruzzi fino al nuovo Porto di Roma dove prosegue per un altro chilometro sempre su sede propria[22], è stata realizzata nel 2006[23]. Di fronte alla ex cappella si trova lo stabilimento gestito dalla società cooperativa sociale “La Cayenna”, subito prima un vecchio edificio annesso alla Colonia oggi occupato dal servizio tecnico del XIII municipio.

     Torniamo a piazza dei Ravennati e prendiamo di fronte al mare il  viale della Marina, la prosecuzione ideale di via Ostiense, la strada è larga, ha uno spartitraffico al centro con lampioni in cemento, è animata dalla presenza di numerosi negozi, ha sulla sinistra palazzi porticati fin quasi alla fine. Il prolungamento dell’Ostiense fino al mare avvenne nel 1907.

 

     A metà, sulla sinistra, al civico 40, si trova il RISTORANTE IL GIARDINO DEGLI ARANCI, offre piatti della cucina mediterranea di mare, dispone di due piccole sale arredate con gusto e di un giardino coperto sempre pieno di fiori e piante verdi. Tutto è curato nei minimi dettagli, dalle tovaglie alla carta dei vini. La cucina è a vista e si può seguire dal vivo la preparazione di tutte le ricette. Fra queste si segnalano le fettuccine di ventresca e tonno, gli spaghetti di Gragnano con scampi e bottarga, i tagliolini con i moscardini,  fra i secondi: la bistecca di tonno e i gamberoni alla piastra. Dispone di sito internet, è chiuso il lunedì, non è chiuso per ferie, può ospitare 70 persone, costo medio 40€ (da Ristoranti di Roma 2007/08, Repubblica).

 

     In fondo alla strada si trova piazza della Posta, così chiamata per il PALAZZO DELLA POSTA che si trova sulla sinistra, è opera di Angiolo Mazzoni[24], inaugurato il 4 settembre 1934, “le colonne di mattoni che creano un effetto pineta sorreggono un’ampia pensilina circolare”[25]. Sulla destra l’architetto ha ideato una sorta di torre con tre colonne bianche, una apertura in vetrocemento accoglie chi viene da Roma. Sotto il portico c’è una fontana circolare, al centro due statue in bronzo di sirene che reggono un piatto. L’interno è rimasto come era all’origine con mattonelline piccole quadrate di vari colori, così le scritte e l’orologio interno molto moderno: solo lancette e trattini al posto dei numeri. All’esterno è rimasta la scritta RR POSTE e quella per i telegrammi notturni. Ilaria Beltramme ne consiglia la visita nel libro: “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007.

     La piazza ha al centro un rondò con palme nane, mentre sui tre lati ci sono palazzi d’epoca, recentemente restaurato quello tra via Armuzzi e via Cardinal Consalvo.

     A sinistra inizia corso Duca di Genova, a destra via Armando Armuzzi, mentre noi proseguiamo dritti per via Cardinal Consalvo[26] (difensore di Ostia nel sec. IX, recita la targa stradale) che in breve ci porta ad un grande incrocio in cui arrivano da Roma la via del Mare (di fronte, più larga, inaugurata nel 1928) e la via Ostiense (più stretta spostata a destra, prolungata fino a Ostia nel 1907). A questo incrocio sulla sinistra converge via Vasco de Gama, mentre sulla destra via Cardinal Ginnasi. Ad angolo si trova il bellissimo vivaio “Primaverde”.

     Torniamo a piazza della Posta, imbocchiamo corso Duca di Genova[27], a sinistra si hanno palazzi degli anni Trenta fino a via Giuliano da Sangallo, a destra palazzi del dopoguerra. A metà della sua lunghezza si apre piazza Duca di Genova con una grande aiuola sulla sinistra, di fronte si trova il CAFFE’ TORREFAZIONE RAMONDI molto elegante e frequentato. Sullo stesso lato si trova una galleria commerciale.

     Dalla piazza inizia via Orazio dello Sbirro[28], piena di negozi, molto animata come lo è il corso Duca di Genova. In questa strada, in angolo con via della Paranzella, si trova il MERCATO COPERTO. La prosecuzione naturale di via Orazio dello Sbirro è via delle Baleniere, la via più commerciale di Ostia.

     Subito dopo l’incrocio con via Giuliano da Sangallo e via Bragozzi (molti negozi) si trova (a sinistra) l’ingresso alla SCUOLA ELEMENTARE FRATELLI GARRONE di Ignazio Guidi, “realizzata con criteri razionalistici”[29] tra il 1934 e il 1935. La scuola è intitolata a medaglie d’oro al valor militare della prima guerra mondiale, ospitava il ginnasio, l’avviamento, le elementari e disponeva di una moderna palestra. Il 21 aprile 1934 si ebbe l’inaugurazione  a cui intervenne Mussolini[30]. Possiede una biblioteca che è stata catalogata dall’Istituto Centrale del Catalogo Unico.

     La fronte dell’edificio è profondamente arretrata rispetto alla linea della strada, ha finestre incassate e due colonne in vetrocemento. Sulla destra dell’entrata si nota la palestra. Un’altra entrata, più piccola, ha l’indicazione di “Scuola media Marco Polo” e “Scuola media Giuliano da Sangallo”. Necessita di manutenzione.

     Nell’atrio di ingresso alla scuola una grandissima parete è occupata con la motivazione delle medaglie d’oro, a sinistra e a destra il busto dei due eroi. Entrambi erano piemontesi, Giuseppe era capitano di complemento degli alpini, morì in Carnia il 14.12.1917, mentre Eugenio era tenente degli alpini e morì in un ospedale austriaco. Sul retro, nell’ampio giardino sono stati costruiti padiglioni su tre livelli per la scuola materna.

 

 

 

Foto d’epoca delle case Icp di Camillo Palmerini, senza data. Notare che manca ancora la scuola Fratelli Garrone. Da: facebook.com/romasparita.

 

     Di fronte alla scuola si trova il COMPLESSO ICP di Camillo Palmerini del 1929, in cattive condizioni di manutenzione[31]. Prevale il colore ocra, è stato costruito su tre livelli, ha entrate ad arco, un cortile interno e sulle facciate: colonne, rilievi con soggetti marini, un portico rotondo.

 

     Torniamo a piazza della Posta e prendiamo di fronte a noi via Armando Armuzzi[32] e ci troviamo in piazza della Stazione Vecchia (già piazza Grande, da: “La scuola adotta un monumento” 2005/07, ed. Palombi, pag. 201). Nello spazio oggi occupato da un luna park c’era la prima stazione di Ostia, inaugurata il 10 agosto 1924, costruita su progetto di Marcello Piacentini era simile a quella che si trova tutt’oggi fuori porta San Paolo. La ferrovia era a binario unico, la locomotiva a vapore e i marciapiedi erano alti all’inglese[33].  Nei giardini – stranamente tenuti molto bene – si trova una moderna statua di Sant’Agostino di Augusto Ranocchi[34], patrono di Ostia.

 

 

     Sul lato opposto si trova il PALAZZO DELLA DELEGAZIONE MUNICIPALE o Palazzo del Governatorato, di Vincenzo Fasolo[35], del 1924-26, importante esempio di edificio pubblico nel ventennio fascista, “nel quale l’eclettismo si evidenzia nella ripresa di elementi linguistici dell’architettura veneta”. Il palazzo è decorato da Umberto Calzolari che si ispirò allo stile veneto – dalmata, si notano i riferimenti ai vicini scavi di Ostia Antica con la presenza della Vittoria Alata assunto a simbolo della nuova città. Nei primi anni di vita ha ospitato il centralino, la scuola elementare e l’unico pronto soccorso di Ostia fino agli anni Ottanta. Il palazzo è realizzato in materiali importanti come il travertino di Tivoli e il tufo dorato della campagna romana.

     La facciata è posta ad angolo, sul lato di sinistra si trova l’entrata principale abbellita da un bel portale in marmo bianco con decorazioni, subito a sinistra un portico conserva la lapide ai caduti nella guerra di Liberazione, si ricordano: il tenente dei carabinieri Romeo Rodriguez Pereira morto alle Ardeatine, il carabiniere Fabiani Arcangelo anch’esso morto alle Ardeatine e il partigiano Tessieri Walter morto a Buto di Varese il 6.8.1944. Dal portico si entra nel cortile interno circondato da un portico e con al centro un suggestivo pozzo realizzato con materiale antico proveniente dall’ area archeologica, pregevole la scala in legno e il loggiato con il tetto a travi in legno. La torre è tra gli elementi di maggior pregio di tutto il complesso, è decorata con altorilievi realizzati in impasto di polvere di travertino. E’ presente il tema dei trofei d’armi che hanno come fonte comune la congerie di armi e scudi del basamento della colonna traiana e i disegni dell’antico di epoca rinascimentale. Al primo piano si trovavano gli alloggi dei vigili e l’appartamento del rappresentate del governatore, corrispondendte agli ambienti dove si trova la loggetta. Gli interni non presentano alcun pregio architettonico o artistico poiché trasformati in ambienti funzionali al lavoro. Si conservano solo alcuni arredi originali collocati nell’ufficio di presidenza e nella sala d’attesa del consiglio municipale[36].

 

 

     A destra della facciata del palazzo si prende via Claudio, strada stretta breve e tranquilla come tutte in questa zona, qui sulla sinistra, al civico 7, si trova il RISTORANTE FERRANTELLI, presente da oltre mezzo secolo ha il fascino della tradizione, può vantare un ambiente raffinato, servizio curato e cucina collaudata anche se oggi è gestito dalla famiglia De Santis. Fra i piatti offerti dal ristorante: fettuccine vongole e asparagi, crepes all’aragosta, fettuccine doppio burro e salmone, linguine con telline, cannelloni di pesce, tagliolini gamberi e zucchine, capriccio di mare (calamari e seppei tritati), rombo con porcinie patate, mazzancolle alla marinara in padella, fritto di moscrdini. Dispone di un sito internet, chiuso il lunedì e in giugno, dispone di 85 posti, spesa media 40€ (da Ristoranti di Roma 2007/08, Repubblica).

     Quasi di fronte l’ elegante e moderno CAFFE’ GRIECO.

 

     Andando un po’ oltre, in posizione sopraelevata si trova la BASILICA DI SANTA MARIA REGINA PACIS, la “Cattedrale” di Ostia. Costruita tra il 1919 e il 1928 (posa della prima pietra il 21 giugno 1919, consacrazione il 20 dicembre 1928, da comune.roma.it) su progetto di Giulio Magni[37] che si ispirò alle chiese tardo rinascimentali, l’asse centrale, ruotando, forma piani simmetrici. Sopra il portone si trova lo stemma di Pio XI[38]. Il corpo laterale ha le caratteristiche proprie dei conventi. “I finestroni della navata centrale e della facciata riproducono, nello stile, le grandi finestre delle terme di Diocleziano”[39]. La sua costruzione fu voluta negli anni della grande guerra come auspicio di pace. Spicca per la cupola ottagona di 64 metri (da ostialido.it e da Guida di Roma del Tci 1993). La cupola ha un diametro di 12 metri ed è alta 42 metri (da comune.roma.it). Sulla destra, all’altezza del transetto, un campanile in mattoni, non altissimo, con una esile croce sulla sommità.

     Nell’interno ad unica navata con cappelle laterali prevale il colore crema e bianco. Spiccano ovunque delle moderne vetrate, nel catino dell’abside un dipinto sullo stile dei murales. Un grande organo è posto sulla porta d’ingresso, una statua di padre Pio[40] si trova nel transetto di sinistra. In fondo al transetto di destra il famoso affresco: “Storie della vita di San Vincenzo Pallotti[41]” di Mario Rosati[42] con la collaborazione di Romeo Magnani e Alberto Cantoni, fece scandalo per la scena di violenza ad una donna, è firmato e datato M. Rosati 78 (da l’Unità del 30 luglio 1978). Nella prima cappella di sinistra una Pietà e un monumento funebre in ricordo dell’ingegner Paolo Orlando e consorte.

     Il 27 marzo 1963 ha ricevuto la visita di Giovanni XXIII, il 7 giugno 1998 quella di Giovanni Paolo II. Cardinale titolare è l’arcivescovo di Hanoi Pham Dinh Tung.

 

 

 

 

 

     Sul lato sinistro della chiesa il PALA ASSOBALNEARI, sembra una moderna e grande struttura sportiva, mentre sulla destra, negli spazi parrocchiali una lapide fa riferimento a scuole legalmente riconosciute.

     Nei giardini antistanti la chiesa si trova il MONUMENTO AI CADUTI di tutte le guerre, una alta lastra di marmo concava con croce, in cima un’aquila in bronzo.

     Di fronte alla chiesa, ad angolo con via Celli, si trovano DUE PALAZZINE di Luigi Moretti[43] (ai nn.3 e 7 di piazza Regina Pacis) del 1932-37, “d’impostazione classica ma dagli evidenti caratteri novecentisti” (da Guida di Roma del Tci 1993).

     In asse con la facciata della chiesa si trova via Celli, qui il 7 aprile 1936 è stata inaugurata la CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO (da grupponline.it).

     Aggirando la chiesa per via Vannutelli (ancora presenti i vecchi lampioni in cemento, in fondo alla strada, sulla sinistra vi sono due campi di calcio) e via Cardinal Ginnasi si giunge in piazzale Stazione del Lido in fondo alla quale si trova la STAZIONE DI OSTIA CENTRO inaugurata il 4 giugno 1951 in sostituzione della vecchia distrutta dai tedeschi in fuga, nell’atrio è stata posta la lapide della vecchia stazione ed una nuova che ricorda la vicenda. Attualmente i convogli per Roma passano ogni 10’ circa, nel 2010 i passaggi saranno ogni 5’, quando le vetture saranno tutte come le attuali della metro A. Il viaggio sul treno Roma – Ostia è consigliato da Maria Beltramme nel libro “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita” ed. Newton, 2007, dice: “Se affrontato in certi giorni d’estate … la calca racconta un mondo in cerca di svaghi economici e ore contate … dove le lingue slave sono le più parlate”.

     La piazza è apparentemente rettangolare ma presenza una piega a sinistra (per chi esce dalla stazione). E’ circondata da portici, al centro si trovano dei giardini e i capolinea dei bus Atac. Il giardino più grande è stato recentemente recintato ed è stranamente chiuso, nell’interno un busto ricorda Paolo Orlando. Il palazzo ad angolo con viale Paolo Orlando ospitava l’Upim. Prendiamo viale Paolo Orlando, nel primo tratto è animatissima perché ricca di negozi e bar, dopo l’incrocio con via P. Rosa e Chiercia, non ha più negozi e giunge fino all’incrocio con viale della Vittoria dominato dal SERBATOIO ACEA. I due palazzi posti in angolo (verso l’interno) sono di stile razionalista, caratterizzati da balconi sporgenti, finestre larghe e strette con la soglia e circonda l’intera finestra per marcarla meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SECONDO ITINERARIO

OSTIA PONENTE

 

 

     Iniziamo l’itinerario nella parte Nord Ovest di Ostia (verso il Tevere) da piazza dei Ravennati

 

     Prendendo il lungomare verso Nord troviamo gli stabilimenti “Centrale”, “Elmi”, dopo l’incrocio con via Aldobrandini gli stabilimenti “Salus” e “Urbinati”. Giunti all’incrocio con via Giuliano da Sangallo si trova lo stabilimento “La Conchiglia”, spicca l’edificio della Colonia, il lungomare si restringe, qui inizia la pista ciclabile Dorsale Litorale Ostia.

     Di fronte alla Colonia si trova l’ufficio tecnico del municipio in una ex dipendence della Colonia, lo stabilimento “La Cayenna”[44], all’altezza dell’incrocio con via delle Sirene ecco lo stabilimento “La Buca Beach”. Nel tratto successivo lo stabilimento “Arcobaleno Beach”, oltrepassata via delle Oceanine ecco il RISTORANTE FERRANTELLI MARE, di alto livello.

     Giunti alla confluenza di viale delle Repubbliche Marinare abbiamo lo stabilimento “Village”. All’inizio del viale, sulla sinistra, un edificio pubblico dall’intonaco cadende, forse una scuola per infermieri. Nel tratto successivo seguono gli stabilimenti “Faber beach” e “Anima e Core”.

     Arriviamo così in piazza Scipione Africano sulla quale converge dall’interno via dei Triremi, la piazza ha un rondò e giardini ben tenuti a prato inglese con FONTANA, all’interno un cono blu. Qui si trova una spiaggia libera. Oltre la piazza il lungomare continua ma cambia nome, si chiamo ora LUNGOMARE DUCA DEGLI ABRUZZI[45]. Tutto il lungomare di ponente è stato riqualificato con la creazione di una pista ciclabile, una nuova pavimentazione, aiuole con piante della macchia mediterranea, nuova illuminazione e dossi (con sampietrini) per rallentare le automobili in prossimità degli incroci.

     Il tratto successivo ci porta all’incrocio con il viale del Sommergibile, il centro del larghissimo viale è occupato da un EDIFICIO ANFFAS[46] a forma semicircolare, su lato mare si trova l’ingresso allo stabilimento “Punta Ovest”, una troppo semplice baracca di legno.

     Davanti alla confluenza di via Cagni si trova lo stabilimento”Ondanomala” con un bel chiosco bar e due piattaforme in legno per tavolini e sedie. Ancora pochi metri e giungiamo a piazzale Gasparri con al centro il parco Willy Ferrero.

     Il lungomare prosegue per altri 500 metri fino al nuovo Porto di Roma (vedi in questo stesso itinerario dopo piazza Gasparri).

    

     Attraverso il viale della Marina giungiamo a piazza della Posta. Percorriamo per la seconda volta corso Duca di Genova, superiamo la scuola elementare Fratelli Garrone e le case Icp di Palmerini, arriviamo all’incrocio con via delle Sirene[47]. Ad angolo sotto un moderno portico si trova una grande libreria. Si imbocca questa strada verso destra, cioè verso l’interno, per quattrocento metri, è fiancheggiata da platani e al centro ha un’aiuola con platani, quando la strada termina e si apre la piazza Santa Monica. Qui sorge sulla sinistra, in asse con via delle Gondole, la:

     CHIESA DI SANTA MONICA, parrocchia creata dal cardinale vicario Clemente Micara nel 1958[48]. L’edificio è di mattoni rossi, fiancheggiato da altri due edifici più bassi, uno a sinistra, uno a destra più grande; davanti a quest’ultimo una piccola pineta. Sulla facciata c’è una croce stilizzata. L’interno è rettangolare, la sua larghezza è maggiore della profondità. Quattro travi in alto, formanti un quadrato, sembrano individuare un piano sopraelevato che non esiste. Su queste travi vi sono pannelli a rilievo sulla vita di Cristo. Un organo è posto dietro l’altare maggiore. Monica, madre di sant’Agostino, contribuì alla conversione del figlio che era dedito ad una vita dissoluta, morì ad Ostia il 27 agosto 387 mentre erano in attesa di imbarcarsi per l’Africa. Le sue reliquie, inizialmente conservate in Sant’Aurea a Ostia Antica, sono oggi conservate nella chiesa romana di Sant’Agostino.

     Torniamo in corso Duca di Genova, subito a sinistra si presenta l’Istituto Giovanni Paolo II preceduto da un bellissimo giardino, di fronte una scuola elementare statale (civico 80) con un murales naif su parete convessa, alla scuola è annessa una palestra, un campo di calcio e un giardino con grandi eucalipti (tutto il complesso è in abbandono: marzo 2010).

     Sulla sinistra della strada, al civico 183 si trova la libreria Willy’s (nuovo e usato).

     Giungiamo all’incrocio con viale delle Repubbliche Marinare, questa strada è larghissima ha al centro un giardino che è stato riqualificato nel 2004 e intitolato: GIARDINO SIMONE RENOGLIO[49], vi sono state messe a dimora diversi tipi di piante ma prevale la palma, in questo giardino è presente una fontana monumentale con una sorta di acquedotto spezzato (su questo vi sono i simboli delle Reubbliche Marinare riprodotti su maiolica), da questo scende acqua in una vasca colorata di celeste. Più avanti una palazzina dell’Acea come se ne vedono spesso per le strade di Ostia. Su un lato esiste una pista ciclabile.

     Proseguiamo dritti per corso Duca di Genova: l’incrocio successivo è con via F. Grenet. Prendiamola verso destra, al civico 77, cioè sulla sinistra della strada, si trovano gli EDIFICI PER DIPENDENTI ALITALIA[50] progettati dallo studio Valle nel 1966.  Si tratta di due edifici paralleli su tre livelli, fiancheggiati da altri due edifici più alti, hanno infatti cinque livelli. Tutti sono ricorperti di mattoncini rossi quadrati. Di fronte si trova il forno Causio. Torniamo sul corso e percorriamolo fino alla fine dove si apre sulla destra piazza Vipsanio Agrippa[51], poco più di un parcheggio, in fondo a destra si trova una strana casa bassa con il tetto spiovente, è di recente costruzione ma sembra una vecchia casa di Ostia. Qui si trovava la chiesa di Nostra Signora di Bonaria, al suo posto un centro sociale dal nome “Affabulazione” ed un inquietante distributore di siringhe nuove in cambio di “usate”(marzo 2010).

     Proseguiamo per via della Corazzata che è la continuazione naturale del corso, da questo punto inizia sulla destra un PALAZZO POPOLARE lungo 1.400 metri, di quattro piani di colore rosso, sul lato opposto il palazzo affaccia su via dell’Idroscalo dove ci sono i parcheggi. Si arriva nel larghissimo viale del Sommergibile che giunge fino al lungomare. E’ sitemato a giardini ma non certo ben tenuti. Il larghissimo viale è chiuso da un CENTRO DIURNO PER ANZIANI, la cui costruzione su un solo livello è appena ultimata, il progetto è dell’arch. Carlo Berardinelli[52]. Lo aggiriamo e vediamo che dispone di una bellissima tettoia sporgente in legno continuazione di un grande ambiente interno, sala riunioni o palestra.  

     Ci troviamo su via dell’Idroscalo, da qui prendiamo di fronte a noi via della Martinica, quindi la prima a destra via Nostra Signora di Bonaria, qui si trova a destra l’ingresso alla:

    CHIESA DI NOSTRA SIGNORA DI BONARIA di Francesco Berarducci, Giovanni Monaco e Giuseppe Rinaldi, del 1982[53]. La chiesa è dedicata ad un’ immagine miracolosa di Maria, ritrovata sulla spiaggia, venerata nel santuario di Cagliari posto in cima ad un colle. Il santuario originale è del 1324, quello moderno risale al 1926, possiede un museo, è parrocchia della città[54]. Questa parrocchia di Ostia è stata creata nel 1965 con decreto del cardinale vicario Traglia, la chiesa è stata consacrata il 17 aprile 1982 dal cardinale vicario Ugo Poletti. Presenta un tetto spiovente che arriva fino a terra sul lato Martinica, la croce che la sovrasta è legata da tiranti ed il campanile è formato da due lastre bianche di cemento armato con tre campane.

     L’interno è un ambiente circolare in cemento grezzo, dal soffitto pende uno spazio vuoto a forma di imbuto rovesciato che lascia cadere la luce proprio sull’altare. Dietro all’altare si trova un cilibdro di cemento che lascia vedere il crocifisso, un altro per l’ostensorio, un altro in bronzo è per una copia della Signora di Bonaria. Nell’interno non ci sono le panche ma muretti in cemento grezzo rivestiti di legno solo nella parte superiore.

     Sulla sinistra si trova un modernissimo MERCATO COPERTO con il tetto a travi di legno che individuano tre corridoi paralleli, quello centrale è più alto degli altri. Il mercato è aperto con orario continuato anche il pomeriggio tre giorni a settimana, tra gli altri offre due banchi di alimentari polacchi e romeni con scritte in lingua originale, si trova in una zona di recentissima urbanizzazione con diversi grandi magazzini, come Panorama.

 

     Torniamo in viale del Sommergibile di fronte al centro diurno e proseguiamo dritti in via Domenico Baffigo[55], qui prima dell’incrocio con via Cagni, al civico 65  si trova la:

     CHIESA DI SAN VINCENZO DE PAOLI in alcuni ambienti per negozi adattati alle funzioni religiose.  La parrocchia è stata creata dal cardinale vicario Ugo Poletti il primo gennaio 1978. San Vincenzo de Paoli fu un sacerdote francese (1581-1660), a 24 anni, appena nominato prete, mentre si trovava in viaggio tra Marsiglia e Narbona, fu fatto prigioniero da pirati turchi e venduto schiavo a Tunisi. Il suo padrone lo liberò e si convertì al cristianesimo. Tornato a Parigi si dedicò alla cura dei poveri e fondò la Congregazione della Missione (Lazzaristi).

     Attraverso via Ruta o via Storelli giungiamo in piazzale Lorenzo Gasparri[56], al centro si trova il PARCO WILLY FERRERO. Il 28 dicembre 2007 si sono conclusi i lavori di riqulificazione che hanno comportato una nuova illuminazione, nuovi arredi e sono state ripiantate le aiuole[57]. Purtroppo versa in uno stato di grave degrado pur avendo una recinzione, nell’interno è mosso da scogliere artificiali in sasso, sono collocate varie essenze arboree della macchia mediterranea, vi è una pista di pattinaggio, uno spazio giochi per bambini con una nave in legno, ovunque scritte e fontanelle rotte. Al suo interno si trova un altro monumento a Pasolini opera dello scultore Gaetano Gizzi[58]. La statua è del 1985 ed è stata tolta e restaurata nel 2002, raffigura in modo astratto il rapporto tra Pier Paolo e la madre[59]. Willy Ferrero è stato un direttore d’orchestra e compositore, a sei anni ha diretto il teatro Costanzi di Roma, morto a soli 48 anni, abitava davanti al Kursaal, riposa al cimitero di Ostia Antica.

Dal piazzale inizia via Marino Fasan in cui si trova la scuola media Renato Guttuso.

 

     Dal piazzale imbocchiamo il lungomare Duca degli Abruzzi[60] verso Nord, dopo circa 400 metri si trova l’ingresso pedonale al PORTO DI ROMA. Subito prima si trova l’HOTEL ARAN BLU (al civico 72). Si tratta di due palazzine di cinque piani con balconi dotati di pannelli di cristallo convessi invece di ringhiere, le due palazzine sono unite da quattro corsie che hanno al centro un ascensore che termina a punta. L’entrata è sovrastata da un cuneo in cemento armato, spiccano due lucernai in ferro battuto di grandi dimensioni.  Il porto turistico della capitale inaugurato il 23 giugno 2001 dal sindaco Veltroni recentemente eletto. Il porto è stato realizzato in tre anni con capitali privati e un costo di 120 miliardi, dispone di 800 posti barca da 69 a 930 milioni l’uno, ristoranti, bar, pizzerie, negozi, un ufficio postale[61]. La scuola elementare di via Mar dei Caraibi 102° C.D. ha adottato in maniera simpatica il porto turistico e la Tor San Michele[62].

     Attraverso via Carlo Avegno[63] raggiungiamo via dell’Idroscalo, lo percorriamo verso sinistra, in una zona verde, oasi della Lipu, nel luogo nel quale fu ucciso il 2 novembre 1975 il poeta e regista Pier Paolo Pasolini, si trova un MONUMENTO A PASOLINI opera di Mario Rosati; il 31 dicembre 2005 è stato restaurato con una cerimonia di reinaugurazione a cui era presente l’autore[64].

     Per via Atlantici si giunge a TOR SAN MICHELE massiccio fortilizio voluto da papa Pio V eretto su probabile disegno di Michelangelo e realizzato alla morte del maestro da Nanni di Baccio Bigio entro il 1568[65]. Ha forma ottagonale, è circondato da un fossato. Venne restaurato nel 1930, in quell’occasione furono aperte le finestre, è stato utilizzato come faro. Negli anni dell’ultimo conflitto mondiale fu occupato prima dai tedeschi, poi dagli americani. Appartiene alla Sovrintendenza Archeologica di Ostia[66]. Ci troviamo nel borghetto dell’idroscalo, costituito da piccole case – ad un solo livello - probabilmente abusive. La piazza dei Piroscafi (capolinea atac) è il centro dell’abitato. Nulla è rimasto dell’IDROSCALO realizzato e inaugurato il 3 marzo 1926 qualche centinaio di metri più a monte di un precedente del 1919 che fu smantellato. Il 7 aprile 1926 fu inaugurata la rotta di idrovolanti Genova – Roma – Napoli – Palermo. Prima della loro ritirata i tedeschi resero inservibili le strutture dello scalo aereo.

 

 

 

 

 

 

 

     Torniamo indietro per via dell’Idroscalo, oltrepassata via Carlo Avegno, al civico 153 si trova la scuola elementare Giovanni Amendola, pieghiamo a sinistra in via Martinica[67], passiamo davanti alla chiesa già visitata, superiamo il mercato coperto già visto, oltre l’incrocio con via delle Ebredi si trova un CENTRO COMMERCIALE appena ultimato, nella zona anche il supermercato Panorama, Giotto, Rocco giocattoli, Euro surgelati Italia.

     Tra via Martinica e via dell’Appagliatore si trova il PARCO GIUSEPPE PALLOTTA inaugurato il 29 aprile 2006 si sviluppa su un area di sei ettari ed è subentrato ad una discarica abusiva e baraccopoli, è recintato, tra gli alberi piantati per l’occasione prevalgono pini, lecci, pioppi. Alte arcate a mattoni rossi e sasso formano dei quadrati non coperti nei quali prevale il tono del rosso. In uno di questi, più grande, collocato al centro del parco è dotato di una fontana in mattoni blu, alla base c’è una vasca poligonale, all’interno una tazza circolare con semisfera. Altre quattro vasche a base quadrata sono predisposte con getti d’acqua verso l’alto. Purtroppo le fontane non funzionano. Nel lato Nord del parco si trova un parco giochi. Vicino all’entrata di via dell’Appagliatore si trova un MONUMENTO di Mario Rosati formato da una vela di marmo bianco e una sfera posta su una mensola. Alla base è scritto: “Un luogo senza passato è un luogo senza futuro / All’impengo degli ostiensi per la città / 2006”. Giuseppe Pallotta (1922-1976) è stato il primo comandante dei Vigili Urbani di Ostia[68].

     E’ in progetto una pista ciclabile SUBDORSALE LITORALE – TEVERE di Km 5,677 che dal Porto di Roma dovrebbe passare da qui seguendo il percorso di via di Acqua Rossa (oggi non tutta tracciata) per giungere su viale dei Romagnoli all’altezza di Cineland.

     Alla fine di via dell’Appagliatore imbocchiamo via delle Azzorre[69], la via è molto animata vista la presenza di molti negozi, ha al centro un’aiuola con le palme per tutta la lunghezza della strada, subito all’inizio della strada a destra si trova “Cicli sport Azzorre”, la seconda a destra conduce in piazza Enrico Baroni, niente di più di uno squallido parcheggio anche se circodata da belle case moderne a cinque piani, Poco più avanti via delle Azzorre arriva all’incrocio con via A. Carabelli, la naturale prosecuzione di via delle Repubbliche Marinare, si tratta di una strada larghissima con al centro un giardino con un bel pergolato in legno, potrebbe essere tenuto meglio! Riprendiamo via delle Azzorre, subito a sinistra la strada presenta una rientranza, in fondo, preceduta da un giardino asfaltato, si intravede una scuola abbondantemente ricoperta da scritte di vandali, nessuna insegna o indicazione, siamo al civico 314, dovrebbe essere la scuola elementare e materna opera degli architetti Finzi e Ruggeri[70], su un’altra costruzione  si legge “S M S Parini”. Sull’altro lato della strada si trova un palazzo a mattoni rossi scuri, si tratta di due corpi collegati tra loro da un corpo scale molto allungato e completamente finestrato. Più avanti sulla sinistra si trova il negozio “Petta Sport”, dal 1970 vende bici, dal 1975 ha un gruppo ciclistico, dispone di sito internet. Dopo poco si arriva in piazza Ener Bettica[71], le case lasciano il posto alla pineta sul lato sinistro mentre sulla destra si trova il:

     PARCO GIOACCHINO ANGELO[72]. Il parco è a un livello più basso di quello stradale, un doppio filare di pioppi fiancheggia un sentiero dal percorso ellittico, sul lato Est un parco giochi e giostrine varie per bambini. La piazza è animata da negozi, i palazzi sono signorili e a cinque piani.

     Dalla piazza prendiamo in direzione Sud via Carlo Bosio, le traverse di sinistra danno sulla pineta, all’angolo con via Corrado del Greco si trova il Caffè, paticceria, tabaccheria, botteghino del lotto MARTIN. Ancora un isolato e giungiamo nella larga via Isole di Capo Verde[73], al centro un giardino nel quale prevalgono le palme - non tenuto male - con un sentiero al centro mentre sul lato Nord corre una pista ciclabile. Percorriamo la strada verso sinistra (invece procedendo dritti si arriva in piazza Santa Monica) e notiamo che i palazzi del lato Sud sono appena finiti mentre sull’altro lato appare la pineta. Dopo una grande curva la strada prosegue come via delle Antille[74] sempre animatissima di negozi. Siamo giunti così all’incrocio con via delle Baleniere, la strada commerciale per eccellezza di Ostia, recentemente riqualificata. All’angolo Antille – Baleniere si trova uno spettacolare palazzo a base circolare con ampi balconi rotondi e imponenti colonne portanti bianche, il primo piano è utilizzato a parcheggio.

 

     In una traversa di questa strada: via dei Traghetti 153 si trova il RISTORANTE LO SCALINO DI OSTIA. Il gestore ha preso spunto da un vecchio gioco di carte per dare il nome al locale, questo si ispira infatti alle vecchie osterie di una volta. Serve cucina tipica romana, marinara e non solo[75]. Prendendo via delle Baleniere verso Nord, al primo incrocio, inizia sulla sinistra una fitta e grande PINETA, si può proseguire fino a via delle Azzorre che si dirama a destra, in fondo a quest’ultima si trova la STAZIONE LIDO NORD.

 

     Alla fine di via delle Antille il viadotto Attico Tabacchi scavalca la via del Mare – Ostiense-Romagnoli-ferrovia, ma noi voltiamo verso sinistra su viale dei Romagnoli in direzione Roma (attenzione al senso unico!). Fatti 400 metri si esce dall’abitato, dopo altrettanta strada si giunge a:

     CINELAND aperto al pubblico il 15 settembre 1999 era la più grande multisala d’Italia, in 15.000 mq coperti si trovano 14 sale cinematografiche, negozi, pizzeria, bar, gelateria, Mc Donald’s in un’area verde di 60.000 mq con un parcheggio di 3.000 posti auto. Si tratta del riuso di un edificio di archeologia industriale, la Meccanica Romana, chiusa da 26 anni[76]. La fabbrica era sorta con il nome Stima, produceva macchine agricole e aveva una fonderia, negli anni della guerra fu occupata dai tedeschi prima – che vi tennero i carri armati – dagli americani poi, nel dopoguerra produceva vagoni ferroviari e continuò a disporre della fonderia fino ai primi anni Settanta.

     Siamo giunti all’angolo con via di Tor Boacciana, dove era la linea di costa al tempo dell’antica Roma. Vicino al Tevere si trova TOR BOACCIANA, torre medioevale sorta, forse, sulle fondamenta dell’antico faro di Traiano del porto di Ostia costruito. Il nome deriva da quello della famiglia Bobazani che nel medioevo era proprietaria di un latifondo nella zona. Questa è probabilmente la torre avvistata da Riccardo Cuor di Leone durante la sua sosta della III crociata. Di fronte sorge un isolotto alluvionale[77].

 

     Tornando verso Ostia, via Tancredi Chiaraluce segue a distanza il corso del Tevere, sulla destra si vedono barche ormeggiate, sulla sinistra si trova il DEPURATORE DI OSTIA, entrato in funzione il 2 luglio 1974.

 

 

28/08/2008 18.12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TERZO ITINERARIO

OSTIA LEVANTE

 

 

     Iniziamo l’itinerario nella parte Sud Est di Ostia da piazza dei Ravennati. Imbocchiamo il lungomare Toscanelli, superiamo piazza Anco Marzio, allo stabilimento “Battistini” succede lo stabilimento “Lido” la cui entrata corrisponde alla confluenza di via degli Acilii, procediamo sul lungomare, ad angolo con via dei Navicellari troviamo il PALAZZO SPRINTOURS, un parallelepipedo di cristallo scuro su un piano terra di colonne a base quadrata. Eccoci in  piazza delle Caravelle,  con giardino molto sofferente e sull’angolo un bel VILLINO ROSSO con bifore alle finestre del primo piano, sopra la finestra centrale - lato mare – si trova una grande conchiglia che contiene uno stemma a palle, il villino è in ristrutturazione. Di fronte lo stabilimento “Marechiaro”. Segue  piazza Cesario Console (“difensore di Ostia contro la flotta saracena nel sec. IX” come recita la targa stradale) di forma rettangolare, si sviluppa in profondità verso l’interno fino alla pineta, al centro un giardino secco e un chiosco in muratura chiuso da tempo, il lato Nord ha molti negozi tra i quali, ad angolo con il lungomare il bar Olivieri. Giungiamo in piazzale Magellano[78] dove il lungomare si allarga, si sposta a destra e prosegue con una grande aiuola al centro molto trascurata.

     In questo piazzale vediamo il VILLINO progettati da Adalberto Libera[79] nel 1931, l’ingresso si trova al n.2 di via San Fiorenzo. E’ completamente bianco con serrande blu. Costruito dalla società immobiliare Tirrena questo “si proietta fortemente verso il mare con gli ampi balconi di stile navale. Un esempio eloquente di adesione al principio razionalista di corrispondenza delle forme alle funzioni”[80].

     Dal piazzale c’è l’ingresso allo stabilimento “Il Capanno”.

     Dal piazzale si diparte verso l’interno viale della Vittoria, dopo soli duecento metri si trova il PARCO 22 NOVEMBRE 1885[81] sulla sinistra e il PARCO GIANNI RODARI[82] sulla destra. Il parco è costeggiato dal lato mare da via della Pineta di Ostia che conduce in piazza G. della Rovere e di lì, attraverso via dei Misenati in piazza Anco Marzio. Dal lato opposto il parco è costeggiato da corso Regina Maria Pia che porta in piazza Regina Pacis.

     Il parco 22 Novembre, ha una bassa recinzione, non ha solo pini ma anche altri tipi di alberi, sul lato di viale della Vittoria è stato realizzato un piccolo anfiteatro in pietra ed una fontana abbandonata da tempo, è illuminato. Il parco Gianni Rodari è in gran parte occupato dai capannoni di un circolo bocciofilo e da un edificio in muratura che accoglie un ristorante pizzeria. Nello spazio verde si trovano giochi per bambini.

     Proseguiamo su viale della Vittoria, dopo poco eccoci in largo della Vittoria (pineta sulla destra, in essa spicca il SERBATOIO ACEA) dove da sinistra arriva viale del Lido, qui si trova la SCUOLA ELEMENTARE, lungo il viale, ad angolo con via P. Rosa si trova un palazzo di un certo pregio precedente all’ultima guerra con due coppie di colonne bianche ed altre colonne più esterne. Sull’altro lato dell’incrocio spicca un palazzo a forma di parallelepipedo con lunghe vetrate di cristallo, è di recentissima costruzione (marzo 2010) e destinato a uffici.

     Torniamo sul lungomare in piazzale Magellano, da qui la strada cambia nome si chiama ora lungomare Duilio[83], dopo duecento metri circa si apre una piazza semicircolare, è piazza Salvatore Viale, qui si trova l’ingresso allo stabilimento “Beach Gym”. Altri duecento metri e siamo in piazza Sirio[84]. Ci troviamo nel quartiere di STELLA POLARE progettato da Mario de Renzi nel 1949[85]. Sul piazzale si trova l’ingresso allo stabilimento “Belsito” caratterizzato da una parete rossa, trasversale alla linea della strada, presenta tante fenditure trasversali. L’edificio è verde e presenta una tettoia aperta. Percorriamo via della Stella Polare[86], largo viale con le palme al centro, la prima a sinistra è via Algaiola[87] dove si trova sulla destra “Natura Sì”, supermercato del biologico, in breve eccoci in piazza Sagona, al centro si trova un’aiuola circolare con le palme, attraverso via Bocche di Bonifacio[88] torniamo in piazza Sirio e prendiamo via della Tolda[89] larga e fiancheggiata da bei palazzi di cinque piani conduce in piazza Vega[90] dove si trova la STAZIONE DI STELLA POLARE della ferrovia Roma - Lido. Imbocchiamo via delle Quinqueremi, al n.19 c’è la scuola Elementare Quinqueremi, al n.27 la succursale del liceo Scientifico Enriquez. Pieghiamo a sinistra in via delle Rande[91], al n.1 si trova il liceo Classico Anco Marzio, moderno edificio su due piani.

     Torniamo sul lungomare Duilio, la zona a verde centrale tra il lungomare e via delle Quinqueremi è tenuta molto meglio, in corrispondenza della confluenza di via dei Timoni ecco lo stabilimento Plinius[92], l’edificio bianco su due livelli presenta grandi finestre e un portico alto su una scalinata, un altro edificio bianco è verso il mare. Di fronte due villette di Italo Mancini del 1933[93] formate da piano terra, primo piano e terrazza tipo ponte di nave. All’altezza di via Bucintoro si trova una SPIAGGIA LIBERA. Segue stabilimento “Le dune” che in un primo edificio conserva il nome Tibidabo[94], “già Rex e Mediterraneo anch’esso razionalista”[95], fortemente legati alla storia di Ostia. Il Tibidabo è stato costruito su progetto dell’arch. Milani nel 1924, lo stesso del Roma, fra i due esisteva una rivalità in quanto uno era neoclassico e liberty, l’altro razionalista; per un certo periodo si chiamò Rex in onore del transatlantico vincitore della traversata atlantica[96]. Oggi il Tibidabo offre ai suoi clienti idromassaggi, solarium e palestra[97]. Il lato che affaccia sul lungomare è stato sistemato con un’aiuola soprelevata con erbe della macchia mediterranea che nasconde le cabine e la spiaggia.

     Di fronte sorge il POLO NATATORIO progettato per i mondiali di nuoto di Roma 2009 ed inaugurato il 10 luglio. La struttura è di 1.000 mq coperti, ha una piscina olimpica con due tribune per 1.000 posti, due vasche indoor, palestre, spogliatoi, una foresteria con 79 stanze, bar, mensa, uffici, sala conferenze da 200 posti. Dispone di un parcheggio da 500 posti. Realizzato in otto mesi è costato 22 milioni (da comune.roma.it). La realizzazione di quest’opera è stata preceduta dalle proteste della popolazione della zona poiché veniva eliminata una ampia zona a verde pubblico.

     Oltre si vede la chiesa del borghetto dei pescatori e gli alti fari di un campo sportivo. Segue il “Cral del Comune di Roma” e un edificio bianco con su scritto in blu LEGA NAVALE ITALIANA, sulla spiaggia tanti catamarani. Subito dopo abbiamo il CANALE DELLO STAGNO, antico emissario dello stagno di Ostia, sistemato nel 1933-38[98].

 

 

 

     Imbocchiamo via dei Pescatori che costeggia il canale in un tratto in cui sono ormeggiati tanti pescherecci, in breve si arriva al BORGHETTO DEI PESCATORI (1931, oggi le sue strade sono oggetto di riqualificazione) dalla storia unica, di fronte una darsena e un ponte pedonale.

     “Alla fine dell’Ottocento arrivarono in questo punto pescatori di origine napoletana, a loro si aggiunsero altri da Anzio, Procida, Minturno, Mondragone e dalla Puglia. Nel 1931 si doveva realizzare il lungomare Duilio, gli abitanti si rivolsero al capo del governo Mussolini per non scomparire, questi si interessò alla storia singolare di questa comunità e dispose l’edificazione del borghetto con una piazza centrale con la statua di san Nicola, della darsena, la cementificazione degli argini. Ancora oggi vivono qui i discendenti degli antichi pionieri che praticano la pesca. Si tratta di una comunità culturalmente e socialmente ben definita e riconoscibile”[99]. Ogni anno, a settembre si svolge la “Sagra delle Telline”, nel 2007 sono stati offerti 5.000 piatti di pasta.

 

 

 

     Passiamo sopra alla ferrovia, proseguiamo e vediamo sulla destra, oltre il canale la pineta di Castel Fusano, mentre a sinistra il PARCO DEL CANALE DELLO STAGNO, punto verde qualità del comune di Roma. Superato il cancello d’ingresso abbiamo un edificio circolare bianco con tante finestrelle quadrate in basso, è il bar ristorante +39, sul lato opposto ha un portico, oltre si vede il Pala di Fiore, una tensostruttura verde comunale per attività sportiva. Proseguendo dalla strada si vede una struttura in muratura così grande da avere la volta che raggiunge terra, non saprei dire cos’è, da questa strada non c’è l’ingresso. Segue un laghetto con canneto e un bosco di pioppi. La strada continua con una larga curva a destra costeggiando sempre il canale, si trova un’altra darsena, molto più piccola della precedente, finchè raggiungiamo via Mar dei Coralli[100].

     Lungo questa importante arteria, fiancheggiata dalla pineta, si trova l’OSPEDALE GRASSI[101] (con ingresso principale al civico 22 di via Passeroni, la seconda traversa a sinistra), la scuola elementare Stella Polare (con ingresso dalla prima traversa a destra, cioè via Mar dei Caraibi 30, anche padiglioni in abbandono e scuola media, oltre si vedono molte moderne case), lo STADIO DI STELLA POLARE (sulla destra della strada tra questa e via Mar Rosso, l’ingresso è da via Mar dei Coralli di fronte a via Passeroni, c’è l’intestazione “Pasquale Giannattasio[102]”, gli spalti sono nuovi, ha le piste per l’atletica, è lo stadio dell’Ostiamare) e in fondo il PARCO DIECI GIUGNO “festa della marina” recita la targa stradale (inizia già davanti all’entrata del parco, in pratica è una pineta con sentieri sabbiosi e le dune verdi recintate da palizzate in legno, nel febbraio 2008 è iniziato il recupero del parco: da Repubblica 24.2.08).

     L’ospedale Grassi è stato creato negli anni Ottanta, nell’agosto 2006 si è dotato di nuove sale operatorie ed è stato ampliato il centro di rianimazione[103]. L’ingresso è un grande passo carrabile a due passaggi, l’ospedale di color ocra si intravede appena. Di fronte un bel chiosco bar in legno.

     In via Passeroni, al civico 1, si trova anche la:

     CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI, parrocchia dal primo settembre 1981 con decreto del cardinale vicario Poletti[104]. Si tratta di un edificio in cattivo stato di manutenzione che fa parte del perimetro della Caserma IV Novembre, ma è stato da questa staccato. Si sviluppa molto in altezza, è di color ocra e volge le spalle alla strada. L’interno è molto semplice, bianco e ha uno zoccolo di marmo verde, a sinistra dell’altare maggiore la statua di San Nicola. Una lapide sulla parete esterna ricorda la visita del papa Giovanni Paolo II del 7 giugno 1998. In parrocchia c’è un campo di calcio e il circolo di scacchi “Quattro torri”.

     Percorriamo via Gian Carlo Passeroni fino in fondo, ci troviamo su via delle Fiamme Gialle, una delle arterie principali di Ostia. Volgendo a sinistra, prima di arrivare in piazza Bottero, imboccare la traversa di sinistra, cioè via Caterina Segurana, qui si trova una scuola elementare.

     Torniamo indietro per via delle Fiamme Gialle, sulla destra troviamo l’imponente edificio della CASERMA IV NOVEMBRE (oggi al di sopra è scritto SCUOLA DI POLIZIA TRIBUTARIA) del 1934-37, sorta come scuola di avviamento alle professioni marittime, davanti all’ingresso due statue di Giuseppe Tonnini[105]: “L’educazione fisica” e “L’educazione intellettuale” , due aule interne sono decorate con dipinti di Lorenzo Viani[106] del 1936: “Rievocazione marinare” e “Una poesia”[107]. Si tratta di un imponente edificio a tre livelli con alte finestre. Le tre porte principali sono precedute da un portico. Il 14 aprile 1937 il re partecipò  all’inaugurazione del Collegio IV novembre opera dell’architetto Giuseppe Boni che aveva al centro della facciata una torre alta 75 metri, questa fu demolita dai tedeschi il 13 dicembre 1943[108]. Una nave in pietra si trova nel giardino che si sviluppa sulla sinistra dell’edificio (da googlemaps), si vede bene dalla strada. Di fronte all’ingresso principale si trova la piazza Alberto Alessio con giardini al centro, parcheggio e parcheggio sotterraneo.

 

 

     Sempre su via delle Fiamme Gialle, ma separata da via Giovannini che si inolta in pineta, si trova anche la CASERMA ITALIA costruita su progetto dell’arch. Corrado Viettone nel tempo record di 16 mesi per ospitare la scuola sottufficiali della Guardia di Finanza. Si sviluppa su un’area di 58.000 mq, aveva una torre ad angolo con la piazza che fu abbattuta dai tedeschi nel 1943. Oggi tutto l’edificio è in completa ristrutturazione. Fu inaugurata da Benito Mussolini il 28 ottobre 1938 con il nome di Caserma IX Maggio[109]. Di fronte all’entrata principale è piazza delle Fiamme Gialle con giardini al centro e negozi sul lato di fondo.

 

     Percorriamo tutta via delle Fiamme Gialle fino alla fine, ci troviamo nella vasta piazza Farinata degli Uberti[110], giardini mal messi sul lato destro, mercato scoperto in via Capo Passeo. Dal fondo si prende viale dei Promontori in direzione Nord Ovest, la via è caratterizzata da case basse sulla destra e palazzi in condominio di cinque piani sulla sinistra, così fino alla fine. Subito a destra si trova la:

     CHIESA SANTA MARIA STELLA MARIS, di Ennio Canino, del 1977[111]. Preceduto da un bel giardino a prato inglese l’edificio è basso, sulla tettoia d’ingresso la croce, la M e una stella. L’interno è di pianta quadrata, la volta è bassa e caratterizzata da travi a forma di rombi, la via crucis è sulla sinistra costituita di quadri in stile moderno. L’acquasantiera è formata da tre grandi conchiglie sovrapposte (non in pietra). Oggi accoglie un gruppo di ortodossi romeni. La parrocchia è stata istituita con decreto del cardinale vicario Clemente Micara il primo ottobre 1958.

     Sulla sinistra del viale ecco via Paolini, al civico 188 troviamo il liceo scientifico Federico Enriquez.

     La successiva traversa a sinistra è via Simonetti che porta a piazza Conteduca dove si trova il PARCO DEI FUSCO.

     Ancora a sinistra del viale troviamo via Capo Palinuro[112] dove c’è la succursale del liceo classico Anco Marzio.

     Sulla destra, quasi di fronte a via Capo Palinuro c’è via Capo Sperone 50, qui si trova il liceo scientifico Antonio Labriola[113].

     Prima di via Capo Spartivento una libreria.

     Ancora sulla destra ormai in fondo alla strada, in via Capo d’Armi si trova la scuola elementare.

     Giunti alla fine della strada si vede davanti a noi, leggermente spostata a destra la STAZIONE LIDO NORD (ingresso da via Capo dell’Argentiera).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUARTO ITINERARIO

CASTEL FUSANO

 

 

     Dal ponte sul canale dello Stagno proseguiamo l’itinerario sul laungomare, subito si apre di fronte a noi il piazzale Mediterraneo, da qui si stacca verso l’interno il viale Mediterraneo, sulla sinistra una strada porta a scavalcare il canale su un ponte pedonale e arriva al borghetto dei pescatori, mentre sulla destra si vede il PALA FILPIK (Federazione Italiana Lotta Peso Judo Karate)[114] o palazzetto dello Sport di Paolo Morelli e Renato Papagni del 1989-90.

     A 400 m dal lungomare il viale scavalca la ferrovia ed entra nella PINETA DI CASTEL FUSANO. Si tratta di 1.100 ettari di pineta e macchia mediterranea parte del Parco Naturale del Litorale Romano. Il primo impianto di una pineta è dovuto ai Sacchetti nel 1620-34, fu poi ampliata dai Chigi dal 1755. Acquistata dal governatorato di Roma nel 1932 per destinarla a verde pubblico ed aperta la pubblico l’anno successivo. Il viale Mediterraneo penetra nella pineta per circa un chilometro fino al piazzale della villa di Plinio. In questa converge da sinistra via di Castel Fusano che arriva dalla via Ostiense (Ostia Antica), a destra si diparte via della villa di Plinio, asse mediano della pineta che raggiunge la Colombo e la supera. Di fronte si intravede Villa Chigi (chiusa al pubblico), già Sacchetti, costruita in varie fasi fino al 1630 con una cappella di Pietro da Cortona.

     Dopo il piazzale il lungomare prosegue e prende il nome di lungomare Lutazio Catulo[115], sempre fiancheggiato da stabilimenti, dopo 300 metri si apre sulla sinistra piazzale dell’Aquilone.

 

     In piazzale dell’Aquilone 4 si trova il RISTORANTE VECCHIA PINETA, dal glorioso passato, frequentato da tanti volti noti che si sono avvicendati sulla terrazza negli anni della “dolce vita”. Non ha giorno di chiusura settimanale e non chiude per ferie, dispone di 190 posti, spesa media 45 € vini esclusi.

 

 

 

     Dopo 600 metri circa il lungomare termina in piazzale Cristoforo Colombo, il punto di arrivo della via omonima da Roma.  Subito prima del piazzale si trova lo stabilimento KURSAAL di Attilio La Padula e Pier Luigi Nervi, del 1950, “l’invenzione strutturale della copertura a ombrello si accompagna a una concezione dello spazio interno come fenomeno luminoso”[116]. Lo stabilimento si segnala per il caratteristico trampolino[117] demolito nel 1972 e ricostruito nel 1990 e per la piscina olimpionica forse con acqua salata[118]. Questo stabilimento “riassume in se il sogno dello svago, il riposo lontano dalla città, il kursaal è l’università dell’estate a Roma”[119]. Recentemente è stato inaugurata all’interno la discoteca Barkabar (musica house e dance con un privè per vedere la pista dall’alto[120]), sull’altro lato del lungomare si trova l’hotel Kursaal, e la scuola Alberghiera. E’ stato spesso ripreso nel cinema, fra i tanti titoli: “L’automobile” di Alfredo Giannini con Anna Magnani.

     Al centro di piazzale Colombo si trova una fontana circolare, una rotonda si affaccia al mare. Il lungomare prosegue con il nome di lungomare Amerigo Vespucci[121], fatto un centinaio di metri si arriva al piazzale Vespucci in cui si trova la STAZIONE CRISTOFORO COLOMBO. Da qui inizia la via Litoranea che porta ad Anzio.

 

Scuola Alberghiera in una foto degli anni Sessanta. Da: facebook.com/romasparita.

 

     In lungomare Vespucci al civico 102 si trova il RISTORANTE PEPPINO A MARE in uno stabilimento balneare molto ben frequentato da calciatori e personalità del mondo dello spettacolo. L’ambiente è molto ben curato ed elegante, completa lo scenario una deliziosa veranda con vista mare. La cucina è mediterranea e creativa. E’ chiuso lunedì a cena, dispone di 150 posti, spesa media 45 € vini esclusi.

     In lungomare Vespucci, al civico 156 si trova il RISTORANTE LA CAPANNINA. Un piacevole stabilimento curato nei minimi dettagli e con una cucina di solido impianto marinaro. Di Pasquale  e Patrizia Lubrano, aperto da più di trent’anni, si conferma uno dei più frequentati del litorale. Antipasti: polpettine di tonno e di melanzane, assolutamente da provare, sono le specialità della casa. Primo: bavette ai semi di papavero con vongole e gamberi crudi. Secondo: frittura di pesce con calamari e gamberi. Dispone di sito internet, è chiuso il lunedì, 150 posti, spesa media 50 € vini esclusi.

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

AA.VV., Guida di Roma, Tci, 1993.

Claudio Rendina, Enciclopedia di Roma, Newton, 1991.

Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca, 1978.

Remiddi e altri, Il moderno attraverso Roma, ed. Groma, 2000.

Italo Insolera, Roma moderna, ed. Einaudi, 1976.

AA. VV., Le Garzantine Arte, ed. Garzanti, 2002.

AA. VV., Le Garzantine Universale, ed. Garzanti, 2003.

Giuseppe Mogavero, I muri ricordano, ed. Massari, 2002.

AA.VV., Passeggiate romane, opuscolo Apt, 2004.

AA.VV., La scuola adotta un monumento, ed. Palombi, 2007.

 

AA.VV., Stradaroma 2004, ed. Lozzi, 2003.

AA.VV., Mappa dei percorsi ciclopedonali di Roma, ed. comune di Roma, 2008.

Archivio del quotidiano “la Repubblica”, cronaca di Roma.

Rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton.

 

 

SITOGRAFIA

 

www.it.wikipedia.org

www.treccani.it

www.comune.roma.it

www.maps.google.it

www.ostiaonline.it

www.grupponline.it

www.reginapacisostia.it

www.vicariatusurbis.it

 

 

 

 

Piero Tucci

21.03.10

 

 



[1] Da opuscolo dell’ azienda di promozione turistica di Roma: “Passeggiate Romane”, 2004, pag. 46.

[2] Da: comune.roma.it/XIIImunicipio.

[3] La maggior parte delle informazioni sui nati a Ostia viene da wikipedia.org.

[4] Paolo Toscanelli (1397-1482) è il matematico e cartografo fiorentino che sosteneva, sulla base degli studi di Tolomeo, che era possibile raggiungere le Indie navigando verso Occidente, famosa la sua lettera a Cristoforo Colombo.

[5] Da: Guida di Roma del Tci, 1993.

[6] Mario Marchi ha costruito dal 1928 al 1974 numerose palazzine, case, ville. Nel 1960 la casa per abitazione in via Appia angolo via Colli Albani, nel 1971 i due palazzi tra via Appia Nuova e via Raffaele De Cesare. Da de Guttry, 1989.

[7] Da Ostiaonline.it.

[8] Da: come.roma.it/XIIImunicipio.

[9] Da Repubblica del 5.4.04.

[10] Giovan Battista Milani (1873-1940) ha progettato la chiesa di San Lorenzo da Brindisi a via Sicilia nel 1910-12, la Facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli nel 1925, e ancora ville e palazzi.

[11] Da Repubblica del 14.9.07.

[12] Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922-Roma 1975) scrittore, poeta, giornalista. Morto il 2 novembre all’Idroscalo di Ostia in circostanze mai chiarite.

[13] Mario Marchi, vedi nota n.6.

[14] Il palazzo del Pappagallo è citato in Tci, cit. e de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca, 1989, pag.59.

[15] I ripieni vengono fatti precipitare nello zucchero da un originale siluro messo in moto anche su richiesta dei clienti. Da opuscolo dell’Azienda di Turismo “Passeggiate romane”, 2004, pag.46. Nell’insegna è scritto 1935.

[16] Villa Papagni. Renato Papagni è il presidente del Consorzio Turistico del Litorale Romano, proprietrio del Tibidabo, da archivio del Corriere della Sera, cronaca di Roma, 22.7.2001.

[17] La Colonia Marina è menzionata in Tci, cit; de Guttry, cit pag. 72; e da comune.roma.it/XIIImunicipio.

[18] Da: google.maps.

[19] Elsa Morante (Roma 1912-1985), scrittrice, sposò nel 1941 Alberto Moravia dal quale si separò nel 61. I suoi romanzi  più famosi: Menzogna e sortilegio del 1948, premio Viareggio, L’isola di Arturo del 57, Lo scialle andaluso del 63, Il mondo salvato dai ragazzini del 68 e La Storia del 74.

[20] Da: Mappa delle biblioteche di Roma del 2001.

[21] Da: teatrolido.it.

[22] Da: Mappa dei percorsi ciclopedonali del comune di Roma, 2008.

[23] Da: Repubblica del 21.5.06.

[24] Angiolo Mazzoni (Bologna1894-Roma1979) progettò le case per ferrovieri a via Bari nel 1926 e le fiancate della stazione Termini nel 1935. Da de Guttry. Ingegnere ed architetto, tra i maggiori progettisti di edifici pubblici nel periodo fascista. Ha lui si devono gli uffici postali di Sabaudia, Latina e Pola, la stazione di Reggio Emilia e la torre serbatoio della stazione Termini a Roma. Da wikipedia.it.

[25] Da de Guttry, cit. pag. 60.

[26] Ercole Consalvi (Roma1757-1824) cardinale e statista, fu segretario di Stato di Pio VII nell’età napoleonica, non srà mai ordinato prete.

[27] Duca di Genova. E’ un ramo della famiglia Savoia, Vittorio Emanuele III trasferì il comando dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale allo zio Tommaso Savoia – Genova. Da wikipedia.it.

[28] Orazio dello Sbirro, difensore della Rocca di Ostia nel 1556 contro il duca di Alba, come recita la targa stradale.

[29] La scuola è menzionata sia nella Guida del Tci, cit che in de Guttry, cit pag. 118.  Il corpo di fabbrica sulla sinistra, per chi guarda, risulta restaurato nel marzo 2010.

[30] Da grupponline.it.

[31] Da Tci, cit.

[32] Armando Armuzzi, presidente coperativa ravennate che procedette alla bonifica di Ostia.

[33] Da rivista “Roma, ieri, oggi, domani”, Newton periodici, n.16, pag. 40.

[34] Statua di Sant’Agostino, il nome dell’autore da: ostiaoggi.it.

[35] Vincenzo Fasolo (Spalato1885-Roma1969) architetto, ha progettato e realizzato a Roma il Liceo Mamiani a viale delle Milizie nel 1921, la caserma dei Vigili del Fuoco a via Marmorata nel 1928-30, la scuola Diaz a via Acireale nel 1928-30, la scuola Cadlolo a via della Rondinella nel 1932 e il ponte Duca d’Aosta al Foro Italico nel 1936-39. Da: de Guttry, cit.

[36] La gran parte delle notizie sul palazzo della delegazione municipale da “La scuola adotta un monumento” 2005/07 ed. Palombi, pag.248, palazzo adottato dal Liceo Scientifico Antonio Labriola di via Capo Sperone 50. Altre notizie da grupponline.it e tra virgolette da Tci, cit.

[37] Giulio Magni (Velletri 1859- Roma 1930) architetto, ha operato in Romania, ha progettato a Roma le case popolari a Testaccio nel 1910-13, le case popolari in piazza Santa Croce in Gerusalemme nel 1907-15, il Ministero della Marina in lungotevere delle Armi nel 1919-28 (concorso vinto nel 1911), molti villini al quartiere Salario, ha partecipato al concorso per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La biblioteca di Velletri conserva l’archivio della famiglia, anche il padre era un noto storico dell’arte.

[38] Papa Pio XI (Desio1857-Roma1939), al secolo Achille Ratti, papa dal 1922.

[39] Da reginapacisostia.interfree.it/.

[40] Padre Pio da Pietrelcina (Pietrelcina 1887-San Giovanni Rotondo1968), al secolo Francesco Forgione, frate minore dei Cappuccini, santo dal 2002.

[41] San Vincenzo Pallotti (Roma 1795-1850) sacerdote romano fondatore dell’Unione Apostolato Cattolico, i pallottini, proclamato santo nel 1963. Nato in via del Pellegrino è sepolto in San Salvatore in Onda in via dei Pettinari (Regola).

[42] Mario Rosati (nato a Roma il 25 ottobre 1936), fino al 2007 insegnava al liceo artistico di Ostia dove abita. Ha tenuto più di 70 mostre personali e realizzatomolte scenografie teatrali. E’ anche autore delle pitture nelle vele della cupola e il crocifisso dietro l’altare maggiore. E’ autore anche della scultura a Pasolini all’Idroscalo restaurata nel 2005, ha realizzato a Morolo nel 1984 un murales di 250 mq omaggio a Ernesto Biondi nella piazza omonima, e un altro nel 1986 di 180 mq “Donna ciociara” sulla strada provinciale che porta al paese. Da vari siti internet, le notizie sono da verificare.

[43] Luigi Moretti (Roma1907-1976), architetto, ha progettato la Casa della Gioventù a via Induno, l’Accademia di Scherma al Foro Italico, il piazzale e il piano regolatore del Foro Italico nel 1937, il Villaggio Olimpico con altri nel 1957-60 e il quartiere Incis di Decima con altri nel 1960-61, il parcheggio sotterraneo di villa Borghese, il centro residenziale Olgiata nel 1970-73, il ponte della metropolitana sul Tevere nel 1977. Ha progettato il Watergate di Washington.

[44] Cayenna Capoluogo della Guyana Francese in Sudamerica sede di un famigerato bagno penale. Anche il nome di una specie di peperoncino.

[45] Luigi Amedeo di Savoia duce degli Abruzzi (1873-1933), esploratore, alpinista e principe italiano in quanto nipote di Vittorio Emanuele III. 

[46] Anffas. Associazione Nazionale delle Famiglie con disabilità intellettive o relazionali.

[47] Le sirene sono figure mitologiche greche menzionate da Omero, metà donne, metà pesce, dimoravano a sud della penisola Sorrentina.

[48] Chiesa Santa Monica. Da: vicariatusurbis.

[49] Simone Renoglio, vigile del fuoco morto per soccorrere un sommozzatore rimasto incastrato nella diga di Castel Giubileo il 13 gennaio 2003, riuscendo a salvare la vita a Paolo De Iure. Gli è stata intitolata la caserma dei vigili del fuoco di Ostia e un istituto compresivo in via del Castel Giubileo, oltre al parco. Risiedeva ad Ostia, la camera ardente si è tenuta al comando provinciale di via Genova, i funerali si sono svolti nella chiesa Regina Pacis.

[50] Da: Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca, 1989.

[51] Marco Vipsanio Agrippa, politico e generale romano, amico e genero di Augusto di cui sposò la figlia Giulia. Fu autore del successo nella battaglia navale di Azio, promosse la costruzione del Pantheon.

[52] Dal cartello di autorizzazione ai lavori. Un altro cartello dice: “Associazione culturale anziani e giovani”.

[53] Da Guida di Roma del Tci, 1993. Citata anche in De Guttry, cit.. L’architetto Berarducci, nato nel 1924, ha progettato l’edificio per la Rai in viale Mazzini nel 1963-65 e la chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico nel 1987.

[54] Da sito internet del santuario cagliaritano.

[55] Domenico Baffigo (Genova 1912-1943), capitano di corvetta, comandante dell’ incrociatore leggero Germanico appena varato si rifutò di consegnarlo ai tedeschi dopo l’8 settembre, dopo tre giorni di combattimenti fu invitato per una mediazione, invece non fu rilasciato, venne fucilato, il corpo non è stato restituito né è stato mai ritrovato. Prima della ritirata i tedeschi autoaffondarono l’incrociatore. E’ medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

[56] Lorenzo Gasparri ammiraglio di divisione, comandante del gruppo siluranti, già medaglia d’argento sul campo di Durazzo nel 1918, morì il 28 marzo 1943 a Napoli mentre tentava di spengere un incendio nel deposito d’armi. E’ medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

[57] Da Repubblica del 29.12.07.

[58] Gaetano Gizzi 1944-2004 da pasolini.net.

[59] Molte notizie contrastanti su diversi siti internet, queste ultime da kataweb.it.

[60] Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi, esploratore, alpinista e marinaio. Figlio di Amedeo I re di Spagna, cugino di Umberto II. Savoia del ramo Aosta. Compì più volte il giro del mondo, nel 1900 partecipò alla spedizione al Polo Nord arrivando a 86° 33’ 49’’ il giorno 25 aprile. Scalò il monte Sant’Elia in Alaska, il K2 nel Karakorum. Fu comandante in capo delle forze navali italiane nella prima guerra mondiale. E’ morto il 18 marzo 1933 nel villaggio Duca degli Abruzzi in Somalia, celibe, senza figli,  fu sepolto – secondo le sue volontà – sulle rive dello Uebi Scebeli.

[61] Le notizie sul Portodi Roma da Repubblica di domenica 24 giugno 2001.

[62] Da: La scuola adotta un monumento 2005/07, ed. Palombi, pag.92.

[63] Carlo Avegno, capitano di vascello, più volte decorato nel corso dell’ultima guerra, fu colpito a morte dal piombo tedesco mentre cercava di impedire lo sbarco dei nemici a La Maddalena il 13 settembre 1943. Medaglia d’oro alla memoria.

[64] Per Mario Rosati, autore degli affreschi nella chiesa Regina Pacis vedi il capitolo precedente.

[65] Da Guida di Roma del Tci, 1993.

[66] Da ostionline.it.

[67] Martinica, isola dei Caraibi, dipartimento francese d’oltremare, 1.102 Kmq, 397.820 ab., capoluogo Port de France.

[68] Da Repubblica del 30 aprile 2006.

[69] Azzorre, arcipelago vulcanico portoghese nell’oceano Atlantico, 2.333 Kmq, 241.763 ab., capoluogo Punta Delgada.

[70] Da: de Guttry, cit. Gli autori hanno progettato solo scuole.

[71] Ener Bettica, capitano di corvetta, al comando del cacciatorpediniere Folgore attaccò battaglia contro preponderanti forze navali inglesi, morì in combattimento, dopo aver messo in salvo l’equipaggio affondò con la sua nave il 2 ottobre 1942 nel canale di Sicilia. Da: marina.difesa.it.

[72] Gioacchino Angelo (Palermo 1899-Roma1971) compositore e direttore d’orchestra, ha diretto l’orchestra sinfonica della Rai, ha collaborato con Pietro Mascagni, Umberto Giordano gli affidò l’orchestrazione di alcune musiche da film, inoltre ha creato la colonna sonora del film “Ombre rosse”, è stato violinista.

[73] Capo Verde. Arcipelago vulcanico nell’Atlantico a 500 km dalle coste del Senegal, colonia portoghese fino al 1975, repubblica indipendente, 4.000 Kmq, 401.000 ab.

[74] Antille. Arcipelago dell’America Centrale.

[75] Da: I ristoranti di Roma 2007/08, Repubblica.

[76] Da: comune.roma.it e grupponline.it

[77] Da: comune.roma.it.

[78] Ferdinando Magellano (1480-1521), esploratore portoghese che al servizio della Spagna compì la prima circumnavigazione del globo, il viaggio fu terminato dal vicentino Antonio Pigafetta, in quanto rimase ucciso in combattimento nelle Filippine. Uno stretto gli è intitolato nella punta Sud del Sud America.

[79] Adalberto Libera (1903-63), ha progettato le Poste in via Marmorata nel 1933, il Palazzo dei Congressi all’Eur tra il 1937 e il 1942, il quartiere Ina Casa Tuscolano (unità di abitazione orizzontale) di via Selinunte nel 1950-51, il cinema Airone a via Lidia nel 1953, il Villaggio Olimpico con altri nel 1957-60, il quartiere residenziale di Casal Palocco con altri nel 1958-65 e il quartiere Incis di via di Decima (Tor di Valle) con Moretti, Cafiero e Guidi. Questi villini sono la sua prima opera. Da: de Guttry, cit.

[80] Il brano è tratto da De Guttry, cit. nel capitolo Suggerimenti dell’ambiente. I villini sono mensionati anche nella guida del Tci 1993.

[81] E’ la data di arrivo dei ravennati per la bonifica di Ostia.

[82] Gianni Rodari (Omegna 1920- Roma1980) scrittore, poeta per l’infanzia, nel 1970 ha ricevuto il premio Andersen.

[83] Caio Duilio, politico e militare romano del III sec. a.C. per fronteggiare la potente flotta cartaginese ideò e fece istallare su ogni nave romana il Corvo, un ponte mobile munito di uncino, così riuscì a battere i cartaginesi nella battaglia di Milazzo. Numerose navi italiane gli sono state intitolate, la corazzata Caio Duilio varata nel 1876 era una nave scuola.

[84] Sirio, una delle stelle più luminose, può essere vista da tutta la terra poiché si trova a 8,6 anni luce dalla Terra, quindi è la stella più vicina al nostro pianeta, ha una massa 2,4 volte maggiore del sole. Dfa wikipedia.it.

[85] Il quartiere di Stella Polare è solo menzionato in de Guttry, pag.125. Mario De Renzi (1897-1967) ha progettato le case in cooperativa a piazza Perin del Vaga, la casetta modello alla Garbatella in via delle Sette Chiese, la casa convenzionalta per l’impresa Federici a viale XXI Aprile nel 1931-37, la Posta a via Marmorata con Libera nel 1933, il palazzo dell’Archivio di Stato all’Eur con altri, il quartiere Ina Casa al Valco San Paolo nel 1949-50 e il quartiere Ina Casa Tuscolano nel 1950-51.

[86] Stella polare. E’ la stella che ha sempre indicato il Nord trovandosi vicina al polo nord celeste, è apparentemente ferma nel cielo ad una distanza di 433 anni luce dalla Terra. Fa parte della costellazione dell’Orsa Minore, nel Piccolo Carro. Da wikipedia.it.

[87] Algaiola. Comune della Corsica settentrionale di 216 ab.

[88] Bocche di Bonifacio. Stretto di mare che separa Corsica da Sardegna, nel tratto più corto misura 11Km.

[89] Tolda. Termine nautico, parte di una nave (coperta).

[90] Vega. Stella principale della costellazione della Lira. La seconda più luminosa dell’emisfero celeste settentrionale dopo Sirio e Arturo.

[91] Randa. La vela quadrata più grande di tutto il vascello.

[92] Nella pineta di Castel Fusano si trovano i resti della villa di Plinio. Plinio il Vecchio fu scrittore latino di scienze naturali e storico, morì studiando l’eruzione del Vesuvio del 79 in cui fu distrutta Pompei. Il nipote: Plinio il giovane, fu scrittore e politico, governatore di Bitinia con Traiano.

[93] Da Guida di Roma del Tci 93, cit.

[94] Tibidabo, collina di 512 metri che domina Barcellona da cui si gode un vasto panorama sulla città. Da wikipedia.it

[95] Da Guida di Roma del Tci 93, cit.

[96] Queste notizie sul Tibidabo le ho desunte da ostialido.it.

[97] L’informazione sulle dotazioni attuali del Tibidabo da “Passeggiate Romane”, opuscolo dell’A.p.t.

[98] Da Guida di Roma del Tci 93, cit.

[99] Da: La scuola adotta un monumento 2005/07, pag. 209, ed. Palombi; buone informazioni anche sul sito internet del comune di Roma. 

[100] Mar dei Coralli. Nell’oceano Pacifico tra l’Australia e la Nuova Guinea, cosiddetto per la presenza della barriera corallina.

[101] Il dottor Giovanni Battista Grassi (Rovellasca CO 1854-Roma1925), medico, zoologo, botanico e entomologo. Per i suoi meriti scientifici fu nominato senatore del regno. Compì studi sulla malaria ad Ostia, distribuì il chinino, la sua opera di profilassi fu molto apprezzata e diede ottimi risultati. In grupponline.it foto del 1901 sull’azione del dottore.

[102] Pasquale Giannattasio (1940-2002) atleta italiano, velocista delle Fiamme Gialle, attivo negli anni Sessanta. Vinse tre titoli italiani sui 100 metri, eguagliò il record di Berruti, un titolo nella 4 x 100, partecipò alle olimpiadi di Tokio, terminata l’attività professionale è diventato tecnico del settore giovanile.

[103] Queste notizie sull’ospedale Grassi da Repubblica del 1.8.06.

[104] Da vicaritusurbis.it

[105] Giuseppe Tonnini (loreto 1875-1954) scultore, realizzò sculture al Vittoriano e il monumento a San Francesco d’Assisi in piazza di porta San Giovanni.

[106] Lorenzo Viani (Viareggio 1882-Ostia1936) pittore e scrittore. Allievo di Nomellini, dal primo realismo sociale passò ad un postimpressionismo di intonazione fauve. Anarchico eseguì grandi composizioni epiche come la tela nel palazzo comunale di Viareggio. Nel dopoguerra realizzò murali e grandi dipinti con diseredati, paesaggi marini, paesaggi apuani, come i dipinti per la stazione di Viareggio e il Collegio di Ostia, si impegnò in una intensa produzione letteraria. Da: Enciclopedia Garzanti dell’Arte.

[107] Da Tci 93, cit.

[108] Queste ulteriori informazioni sulla IV Novembre da grupponline.it con belle foto d’epoca.

[109] Tutte le informazioni sulla Caserma Italia in grupponline.it.

[110] Farinata degli Uberti, nobile fiorentino di parte ghibellina, collocata da Dante nel X canto dell’Inferno.

[111] Da Tci 93, cit. Ennio Canino 1924-2001, maestro dell’architettura sacra, ha impostato il linguaggio architettonico sacro dopo il Concilio Vaticano II. Ha realizzato la chiesa di Corviale, Salette a Monteverde, San Marco all’Eur, San Liborio al Nomentano e la sede del Banco di San Paolo a piazza Opera. Da architettare.it.

[112] Capo Palinuro. Promontorio roccioso nella Campania Meridionale, nel Cilento. Virgilio nell’Eneide racconta che in questo luogo Palinuro, il timoniere di Enea, cadde in mare tradito dal sonno.

[113] Antonio Labriola (1843-1904) filosofo marxista.

[114] Pala Filpik. Il nome dell’impianto sportivo tratto da grupponline.it

[115] Quinto Lutazio Catulo poeta e console nel 102 a. C.. Quinto Lutazio Catulo è anche il figlio, console nel 78 a.C.

[116] Da Guida di Roma del Tci 93. E’ menzionato anche in de Guttry, cit.

[117] “Il trampolino del Kursaal nei giorni più azzurri sembra davvero un timbro” da Abbate, Roma. Guida non conformista alla città, ed. Cooper, 2007. Per Marco Lodoli: “Tutti noi romani abbiamo in comune un luogo fortemente simbolico che in un attimo ci ha spiegato chi siamo e cosa vogliamo… è il trampolino del Kusaal da cui ci siamo lanciati prima da 3 metri, poi da 5, infine da 10, è stato demolito e ricostruito in legno lamellato e acciaio inox dall’ingegner Papagni, comunque bello” 4.2.07.

[118] L’informazione che la piscina olimpica sia con acqua di mare da: Passeggiate Romane, opuscolo A.p.t.

[119] Da Fulvio Abbate, Roma. Guida non conformista alla città, ed. Cooper, 2007.

[120] Da Repubblica del 30 agosto 2008.

[121] Amerigo Vespucci (Firenze1454- Siviglia 1512). Navigatore ed esploratore, in quattro viaggi esplorò le coste orientali del Sudamerica traendone la certezza che si trattava di un Nuovo Mondo.