PALAZZI POSTALI
2025-12-14
NEGLI ANNI TRENTA VENNERO COSTRUITI A ROMA
ALCUNI PALAZZI POSTALI CHE RESTANO TUTT’OGGI ESEMPI CHIARI DI STILE RAZIONALISTA E PUNTI DI RIFERIMENTO
PER TUTTA LA POPOLAZIONE
PALAZZO POSTALE OSTIENSE
La realizzazione di questo ufficio postale di via Marmorata, insieme a quelli di via Taranto, piazza Bologna e viale Mazzini, rientrava nel piano dello sviluppo dell’Urbe che prevedeva il decentramento dei servizi in zone esterne al centro storico. Nel 1932 il concorso per la realizzazione dell’opera, bandito dal Ministero delle Comunicazioni, fu vinto dall’architetto Adalberto Libera. Libera e De Renzi1 presentarono per lo stesso bando di concorso dei progetti anche per gli edifici postali di piazza Bologna, viale Mazzini e via Taranto, due firmate solo da Libera e due firmato solo da De Renzi, in quanto il bando obbligava la firma di un solo progettista.
Questo edificio, inaugurato il 28 ottobre del 1935 su progetto di Adalberto Libera2, è nel tipico stile razionalista. Presenta una soluzione interessante nella pensilina e nel salone per il pubblico, illuminato dall’alto da un tamburo in vetrocemento. “Anche dai dettagli risulta la straordinaria incisività geometrica dell’edificio”, Irene de Guttry, Guida di Roma moderna, De Luca editore, 1978, pag. 47.
Si presenta su un’ampia gradinata, con una rigorosa disposizione simmetrica, basata su rapporti geometrici e sulla sezione aurea. Si articola in tre volumi disposti ad U e adibiti a diverse funzioni. Rivestito di marmo liscio bianco, sul fronte presenta un portico che chiude la corte rettangolare. I terminali presentano un motivo di diagonali incrociate che nascondono le scalinate interne.
“L’edificio ha una forma squadrata ed elementare in cui l’organismo assume la forma di edificio a corte dimezzata. E’ un volume massivo a forma C, composto da elementi distinti, come se fosse un contenitore comprendente ambienti con funzioni diverse: al pian terreno i servizi postali, ai piani superiori gli uffici, nelle ali laterali le scale”. E’ evidente “l’elemento nuovo, dinamico, emblematico in primo piano nel prospetto principale che affaccia su via Marmorata e dall’altro lato, nella parte retrostante, una forma elementare, astratta, statica, che diventa una caratterizzazione tipizzata aggiunta e di supporto al primo”, da Archidap.
Il palazzo si inserisce ai margini del rione Testaccio e dell’Aventino, la zona è segnata dalla presenza di porta San Paolo con la Piramide. Il nome della strada si deve alla presenza dei blocchi di marmo rimasti abbandonati per secoli in quanto era vicino al porto fluviale del periodo imperiale di Roma. Spicca anche, quasi di fronte, la caserma dei Vigili del Fuoco di Vincenzo Fasolo del 1929.
PALAZZO POSTALE APPIO
Questo edificio di via Taranto è opera dell’arch. Giuseppe Samonà3, anch’esso del 1935, rappresenta un importante testimonianza del movimento razionalista insieme agli uffici postali di via Marmorata e piazza Bologna. In quegli anni era tra i più avanzati d’Italia possedeva un impianto di posta pneumatica e quello per il trasporto e la distribuzione della posta mediante nastri trasportatori e carrelli. E’ caratterizzato da una ampia superficie vetrata che corrisponde al salone per il pubblico e due piani sovrastanti. Sulla sinistra un’altra superficie vetrata occupa il vano delle scale. L’angolo con via Pozzuoli è risolto con una superficie concava. L’esterno dell’edificio è rivestito da lastre di travertino e di granito lucidato di Samolaco (Sondrio) grigio scuro venato.
Via Taranto ricalca il percorso dell’antico vicolo dei Canneti, così chiamato per la presenza di tanti canneti lungo il fosso dell’Acqua Mariana dovuto a papa Callisto II (1122), il vicolo proseguiva oltre l’attuale piazza Lodi e confluiva in via del Mandrione. Prima ancora del bianco ufficio postale, che notiamo subito a sinistra, sulla destra, al civico 6 si vede un palazzo nel quale sono ripetute scritte in latino. La più alta recita “Fortier suaviter”, cioè vivere con forza e gradevolmente, sentenza usata da Boezio nel De consolazione philodophiae, ma non insolita anche in testi cristiani, come nel libro della Sapienza 8,1 e nell’invocazione alla Sapienza dell’Antifona I. La lapide a Luigi Selva è posta all’ingresso dello stabile per ricordare il liceale antifascista di soli 16 anni, ucciso dal delatore (Franco Sabelli) che lo aveva convinto a seguirlo verso via Tasso, quando capì il tranello cercò di fuggire ma l’altro gli scaricò contro un intero caricatore della pistola, morì all’ospedale San Giovanni per le ferite riportate.
La prima traversa a sinistra, quella che costeggia l’ufficio postale, è via Pozzuoli, in questa strada, al civico 7 abitava l’attore Nino Manfredi4 bambino nei primi anni Trenta, con la sua famiglia proveniente da Castro dei Volsci (Ciociaria), il padre era nella Pubblica Sicurezza. Nino Manfredi ha mosso i primi passi sul palcoscenico del teatro della chiesa della Natività di via Gallia.
Sulla destra, al civico 36, troviamo il teatro Golden già cinema, poi sala bingo, abbandonato per oltre 12 anni, dal dicembre 2009 trasformato in teatro da 300 posti che propone una programmazione dedicata alla commedia brillante. All’interno è nata la Golden Star Academy un centro di formazione per le discipline dello spettacolo: recitazione, danza, canto e musica con circa 600 iscritti5.
PALAZZO POSTALE DI PIAZZA BOLOGNA
Opera di Mario Ridolfi6 degli anni 1935-37, insieme agli uffici postali di via Taranto (Appio), via Marmorata (Ostiense) e viale Mazzini (Delle Vittorie), ha costituito un importante momento di verifica del lessico razionalista. L’edificio ha una forma che lo rende subito distinguibile e che lo ha fatto immediatamente diventare un indicatore geografico. Composto di un unico volume sinuoso, presenta una lunga pensilina curvilinea che recupera l’allineamento della piazza.
Lo studio di architettura che vinse il concorso comprendeva Mario Fagiolo, mentre Giuseppe Samonà vinse il concorso per il quartiere Appio, Adalberto Libera e Mario De Renzi per il quartiere Ostiense, Armando Titta per il quartiere Delle Vittorie. L’edificio di Mario Ridolfi si caratterizza per la sua forma libera, sinuosa e senza spigoli si offre al quartiere rifiutando un aspetto monumentale. L’edificio si presenta con un taglio orizzontale sottolineato dalle pensiline del tetto e dell’ingresso. L’assenza di una facciata lo rende surreale. Le porte finestre sono quelle originali, i divisori interni pure. L’interno ha un volto recente, è in stato di abbandono una aiuola con fontanella poiché ad essa è stato addossato un gazebo tipo ufficio o punto di vendita.
Ci troviamo in una piazza a impianto stellare come piazza Re di Roma per i quartiere Appio Latino e Tuscolano o piazza Mazzini per il quartiere Della Vittoria. Il giardino al centro di piazza Bologna è stato riqualificato dopo i lavori che hanno portato la metro B (inaugurazione nel 1990). E’ intitolato a Vincenzo Parisi, già capo della Polizia, un monumento a forma di meridiana spezzata ricorda il giudice Giovanni Falcone7 morto nella lotta alla mafia. Nel luglio 2017 è stato inaugurato – in occasione dei 25 anni della strage di via Amelio - un murales dedicato a Falcone e Borsellino, opera dell’artista Goio. Il 9 ottobre 2022 il murale dedicato a Falcone e Borsellino è stato rifatto perché vandalizzato ad opera di ignoti. Oltre a Falcone e Borsellino sono stati ridisegnati i volti di Roberto Antiochia (poliziotto assassinato dalla mafia nel 1985), Rita Atria (testimone di giustizia che tolse la vita a Roma nel 1992 a soli 17 anni dopo la strage di via d’Amelio e la morte di Borsellino) e Peppino Impastato (giornalista e attivista antimafia ucciso a Cinisi nel 1978).
PALAZZO POSTALE DI VIALE MAZZINI
Opera dell’arch. Armando Titta, del 1933. L’ufficio postale rientra nel concorso nazionale con il quale si diede avvio alla progettazione e realizzazione degli uffici postali di piazza Bologna (Ridolfi), di via Taranto (Giuseppe Samonà), di via Marmorata (Libera e De Renzi). L’edificio a pianta trapezoidale è caratterizzato dalla facciata a curvatura unica e per il rivestimento a cortina in listelli di travertino bianco di Tivoli. Segue sullo stesso lato il palazzo della Corte dei Conti degli stessi anni del precedente.
La storia del quartiere si identifica con una zona a destinazione militare. Qui era la piazza d’Armi - ovvero per le esercitazioni militari – questa iniziava subito fuori dalle caserme di viale delle Milizie. La Piazza d'Armi era un vasto quadrilatero in pianura delimitato dagli attuali viali Carso, Angelico, delle Milizie e parte del lungotevere delle Armi. Il suo perimetro misurava m. 3.884 e il tratto di Viale delle Milizie da Viale Angelico al Lungotevere era lungo m. 1.000.
Il piano regolatore del 1908 di Edmondo Sanjust di Teulada (sindaco Nathan) prevedeva la costruzione di case nella ex piazza d’armi. Essendo il terreno di proprietà dello Stato, non vi è stata quella speculazione edilizia che ha colpito altri quartieri romani, valse il principio di fabbricati fino a 24 metri alternati a villini di due o tre piani. Le prime realizzazioni si devono alla Esposizione del 1911 fatta per festeggiare i 50 anni del Regno d’Italia, in quella occasione venne costruito il ponte Risorgimento, gli allacciamenti idrici e fognari e alcuni villini. Ad iniziare le costruzioni fu l’ICP.
Nel 1932 verrà inaugurata piazza Mazzini su progetto di Raffaele De Vico8.
1 Mario De Renzi. (Roma 1897-1967) Casa ICP in piazza Perin del Vaga, Casa per dipendenti del governatorato in via Andrea Doria, casetta modello alla Garbatella in via delle Sette Chiese nel 1929, casa convenzionata per l'impresa Federici in viale XXI Aprile nel 1937, palazzo delle Poste in via Marmorata con Libera nel 1935, palazzo oggi dell'Archivio di Stato all'Eur nel 1938, palazzina Furmanik al lungotevere Flaminio nel 1942, il quartiere Stella Polare a Ostia nel 1949, il quartiere INA Casa Valco San Paolo con altri nel 1950, il quartiere INA Casa Tuscolano II in via del Quadraro con altri nel 1951.
2 Adalberto Libera. (Villa Lagarina TN 1903 – Roma 1963) Villini in piazzale Magellano a Ostia nel 1932, palazzo Postale in via Marmorata nel 1933, palazzo dei Congressi all'Eur nel 1942, quartiere INA Casa Tuscolano Unità di abitazione orizzontale nel 1951, cinema Airone in via Lidia con Calini e Montuori, il Villaggio Olimpico con altri nel 1960, il quartiere di Casal Palocco con altri nel 1965, il quartiere INCIS di Decima con altri.
La cattedrale di Cristo Re dei Secoli a La Spezia nel 1968 e la villa Malaparte a Capri nel 1938.
3 Giuseppe Samonà. Ingegnere architetto e urbanista (Palermo 1898- Roma 1983). Autore di testi fondamentali per il dibattito architettonico e urbanistico in Italia. Docente a Napoli e direttore dell’Istituto di Architettura a Venezia. Autore dell’Auditorium di via della Conciliazione, palazzo delle Preture unificate a piazzale Clodio, palazzo del Littorio, ponte Marconi, edifici per l’E42, progetto di riedificazione del waterfront di Messina, detto la Palazzata, dopo il terremoto del 1908. Quest’ultima notizia da: Paolo Montanari, Appio Latino Tuscolano, ed. Europa, pag. 54. E’ stato senatore del PCI.
4 Nino Manfredi all’anagrafe Saturnino Manfredi (Castro dei Volsci 1921 – Roma 2004) attore, regista e cantante. Interprete versatile e incisivo, tra i più validi e apprezzati del cinema italiano, nel corso della sua lunga carriera ha alternato ruoli comici e drammatici con notevole efficacia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Con Alberto Sordi, Ugo Toganzzi e Vittorio Gassman, Manfredi è considerato uno dei mostri della commedia all’italiana. A questi è accostato Marcello Mastroianni.
5 Teatro Golden. Tutte le notizie da: teatrogolden.it.
6 Mario Ridolfi. (Roma 1904- Marmore 1984) Il palazzo postale di piazza Bologna nel 1933, il palazzo oggi della FAO nel 1938 con altri, intensivo in via Cesare Baronio 32 nel 1942, il quartiere INA Casa Tiburtino con altri, otto case a torre per INA assicurazioni tra viale Etiopia, via Galla e Sidama, via Adua e via Tripolitania con W. Frankl nel 1951-54. La palazzina Mancioli in via Lusitania 29 nel 1953, nel 1966 asilo nido e scuola elementare a Spinaceto. Motel Agip a S
7 Giovanni Falcone. (Palermo 1939 – 1992) magistrato, fu assassinato con la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta nella strage di Capaci per opera di Cosa Nostra. Con Paolo Borsellino è considerato una delle personalità maggiori nella lotta alla mafia.
8 Raffaele De Vico. Penne 1881 – Roma 1969) Parco di Villa Glori nel 1924, giardino di piazza Mazzini nel 1925, monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale al Verano nel 1926, il serbatoio dell'Acqua a Porta Maggiore nel 1927, ingresso di Colle Oppio, serbatoio dell'acqua dello zoo, sistemazione ampliamento dello zoo, parco Nemorense in piazza Crati nel 1930, parco Savello all'Aventino nel 1932, uccelliera dello zoo nel 1935, sistemazione arborea dei giardini del laghetto dell'Eur nel 1960. Anche villa Fiorelli e villa





