8-2-2026 Sulle tracce della Birra Peroni
 

Percorso nei luoghi storici della sua produzione
ITINERARIO https://maps.app.goo.gl/Tcjnre1tbEjEa1jA7


1. Borgo Santo Spirito.
Il primo stabilimento romano della Peroni fu aperto nel 1864, in via Due Macelli, nella sede
dell’attuale Salone Margherita.
La sede successiva fu quella di Borgo Santo Spirito (circa 1871–1896). Il birrificio si trasferì qui in
un immobile affittato dall’amministrazione del manicomio di Santa Maria della Pietà.
Fondata nel 1846 da Francesco Peroni, la birreria nasce in un contesto di incipiente
industrializzazione post-unitaria. Il clima della pianura padana e la disponibilità di cereali rendevano
il nord Italia adatto alla produzione di birra.
La storia inizia a Vigevano, dove Francesco Peroni inaugura una piccola fabbrica con annessa
birreria aperta al pubblico e inizia la produzione di birra targata Peroni. Ottenendo il permesso di
posticipare l’orario di chiusura di mezz’ora rispetto alle osterie, Francesco assicura subito il successo
del suo locale.
Ma fu con l’apertura del primo stabilimento romano nel 1864, ad opera del figlio Giovanni, che
l’impresa assunse una dimensione nazionale.

2 La scelta di Roma, capitale appena proclamata, fu strategica: la città offriva un ampio bacino di
consumatori e la possibilità di sfruttare antichi sistemi idrici, come l’Acquedotto Marcio, per ottenere
acqua di qualità, elemento cruciale nella produzione birraria.
Nel 1896 il giovane Cesare Peroni si recò in Germania per apprendere il metodo a bassa
fermentazione, con il quale la qualità della birra si innalza notevolmente. Per attuare concretamente
quanto appreso in Germania, la ditta Peroni si fonde con la maggiore fabbrica di ghiaccio capitolina.
Infatti nel 1901, con l'acquisizione della Società Romana della fabbricazione del ghiaccio e della
neve artificiale, la Peroni incrementa la sua diffusione nella zona romana, anche grazie ad una
squadra di carri a trazione animale deputati alle consegne della birra[6].
Nei primi anni del Novecento la diffusione sul mercato della Peroni viene promossa tramite mascotte
popolari, personaggi come il ciociaretto, che deve il suo nome alle ciocie, tipiche calzature con lacci
usate dai pastori nel basso Lazio.
Foto: Ciociarietto – Giovanni Peroni

Pausa Caffè – via Cola di Rienzo 112 (Caffè Portofino)

3. Cittadella industriale di Porta Pia (1901–1970) (Piazza Alessandria)
Nel 1901 lo stabilimento fu trasferito in zona Porta Pia, all’interno di un vasto complesso industriale
dotato di ghiacciaie, silos, depositi e uffici. La Peroni fu tra le prime aziende italiane a dotarsi di
sistemi di refrigerazione meccanica, innovazioni tecnologiche che le permisero di mantenere
standard elevati anche durante i mesi caldi, contribuendo alla de-stagionalizzazione del consumo.
Negli anni Venti viene inaugurato un nuovo stabilimento produttivo a Bari e viene lanciato un nuovo
formato da 20 centilitri, il "Peroncino", che godrà di grande successo.
Negli anni ’30, in pieno regime fascista, la Peroni beneficiò della politica autarchica che incentivava
l’uso di materie prime nazionali. La birra fu promossa come bevanda “sana” e “moderna”, alternativa
al vino, in linea con il mito dell’uomo nuovo.
Il periodo della Seconda guerra mondiale è per tutti gli Italiani un periodo estremamente duro, ma
rappresenta anche l’occasione per dimostrare uno spirito di solidarietà ed un eroismo notevoli.
A Roma la società Birra Peroni si rende protagonista soccorrendo la popolazione civile – dopo i
bombardamenti alleati – con la distribuzione dell’acqua dei pozzi della società, episodio di cui molti
ancora conservano il ricordo.
Durante l’occupazione di Roma nacque all’interno di questa fabbrica un nucleo partigiano, composto
da operai e tecnici della fabbrica, che fu protagonista della difesa del quartiere grazie alle armi
nascoste nei locali della Peroni e del vicino Museo dei Bersaglieri.
A partire dagli anni '60 la Peroni conosce un periodo di diffusione in tutta Italia, grazie allo slogan
ideato da Nicola Lepore (1921-2000) Chiamami Peroni, sarò la tua birra e ad una serie di campagne
pubblicitarie: la prima con protagonista la modella tedesca Solvi Stübing[11] e, poi, dopo di lei, Jo
Whine, Michelle Gastar, Anneline Kiel, Lee Richard, Milly Carlucci, Filippa Lagerbäck, Adriana
Sklenaříková, Jennifer Driver e Camilla Vest[12][13].
Nel 1963 viene lanciata sul mercato la Nastro Azzurro, che è diventare negli anni 2000 la birra
italiana più venduta sui mercati all’estero.

La cosiddetta “Cittadella Industriale”, era situata nel Quartiere Salario – tra Piazza Alessandria, Via
Bergamo, Via Mantova, Via Nizza, Via Cagliari, Via Reggio Emilia.
Stabilimento costruito ex-novo dopo la fusione con la Fabbrica del Ghiaccio (1901), realizzato in lotti
(A, B, C) da Gustavo Giovannoni (e Panopoli per il lotto C) tra 1902 e 1922.
• Lotto A: lavorazione birra (tra via Bergamo, piazza Alessandria, via Mantova, via Nizza)
• Lotto B: fabbrica del ghiaccio e produzione per il fuori Roma
• Lotto C: scuderie, carri, servizi di supporto (via Cagliari, via Nizza, via Reggio Emilia)
Dopo il trasferimento a Tor Sapienza l’area è stata conservata e riqualificata dal Comune negli anni
1980–1990.
• Lotto A: uffici, negozi, residenze;
• Lotto B: uffici Peroni e parcheggi;
• Lotto C: MACRO – Museo di Arte Contemporanea.
Foto: Motocarro – Imbottigliamento – Stabilimento Bari - Caroselli – Solvi Stubing

4. Via del Cardello
Il primo stabilimento romano fu aperto nel 1864 in via Due Macelli, nei locali in cui oggi si trova il
Salone Margherita.
Le sedi successive furono:
• Borgo Santo Spirito (1871–1896).
• Via del Cardello (zona Colosseo) (1896–1901), sede produttiva, attiva fino al trasferimento
a Porta Pia.
Lo stabilimento e sede produttiva moderna, situato a Tor Sapienza, in Via Renato Birolli 8, ed è stato
inaugurato nel 1971, per sostituire lo stabilimento storico della Cittadella Industriale.
Birra Peroni fu autonoma fino al 1988 quando passò sotto acquisizione di Danone, nel 2003 passò
sotto gestione della multinazionale SABMiller, e dal 2016 fa parte del gruppo multinazionale
giapponese Asahi Breweries (una dei primi 10 produttori a livello mondiale).
Lo stabilimento di Tor Sapienza ha una capacità produttiva di 3 milioni hl/anno ed impiega oltre
350 persone.
E’ un complesso moderno con diverse aree produttive: mosto, birra, filtri, confezionamento,
magazzini, impianti di depurazione, centrali, uffici, laboratorio. La progettazione è moderna, con
attenzione alla sostenibilità (riduzione consumi idrici/energetici, LEED, riduzione CO₂)
Il Museo e Archivio Storico Birra Peroni sono ospitati in questa sede; l’accesso è gratuito per
gruppi su appuntamento.

DETTAGLI SULLA CITTADELLA INDUSTRIALE DI PORTA PIA
Il Lotto A: Nella sua prima configurazione – e fino al 1907 – l’attività produttiva era concentrata nel
lotto compreso tra piazza Alessandria, via Mantova e via Bergamo (lotto “A”), dove si trovavano gli
impianti di fabbricazione della birra, del ghiaccio e le celle frigorifere. Affacciato su piazza
Alessandria, uno châlet-birreria di legno in stile Liberty, con giardino esterno, fu costruito nel 1902
per il consumo di birra in loco. Una prima sostanziale modifica allo stabilimento industriale fu
apportata nel 1908 con la costruzione del Sudhaus (sala di cottura) in angolo con via Bergamo,
progettato da Gustavo Giovannoni e ancora esistente.

La Ristrutturazione del 1912: Nel 1912 una profonda ristrutturazione dello stabilimento condusse
tra l’altro allo smantellamento dello châlet e delle celle frigorifere, alla costruzione di “quartierini
operai” nelle vie Brescia, Nizza e Bosi e all’estensione dello stabilimento ai lotti “B” e “C”, già di
proprietà dell’azienda.

Il Lotto B: Nel lotto “B”, compreso tra le vie Mantova e Alessandria, si costruirono un reparto per il
servizio del mercato fuori Roma e una nuova fabbrica di ghiaccio, sempre su progetto di Gustavo
Giovannoni, con facciata su via Alessandria.

Il Lotto C: Nel lotto “C”, compreso tra le vie Reggio Emilia, Nizza e Cagliari furono edificate le
scuderie e la rimessa dei carri per il servizio cittadino. Era il lotto destinato ai servizi di supporto alla
produzione di birra e ghiaccio. Il fronte su via Reggio Emilia fu progettato da Gustavo Giovannoni
nel 1912. Il fronte su via Cagliari e quello in angolo con via Nizza furono aggiunti tra il 1920 e il 1922,
su progetto dell’architetto Alfredo Palopoli, in concomitanza con la costruzione di una nuova, ed
ultima, fabbrica di ghiaccio, i cui impianti furono definitivamente smantellati all’inizio degli anni
Sessanta